Caro gelato, Confartigianato: energia e ingredienti alle stelle, i gelatai abbattono i margini
17 Luglio 2026Caro gelato, Confartigianato: “I costi di energia e ingredienti volano, per calmierare i prezzi finali i gelatai abbattono i margini”
In provincia le gelaterie artigianali sono 265, la stragrande maggioranza sul litorale. In tanti, in questa torrida estate, hanno evidenziato il rincaro della pallina. Ma Confartigianato avverte: “Non sono tutti soldi che finiscono ai gelatai, vanno a ingrassare la filiera dei grandi distributori che fanno speculazione”
Il costo di una pallina di prodotto artigianale si aggira sui 2 euro, per Confartigianato non si tratta di aumenti decisi dai gelatai, ma imposti. “Oltre un certo prezzo non possiamo andare se vogliamo accontentare la clientela – dice Silvia Morsanuto, presidente dei gelatieri della Confartigianato Metropolitana di Venezia – ma non possiamo non fare i conti con i costi vivi della produzione”.
Negli ultimi quattro anni il prezzo del gelato è mediamente aumentato di circa il 30%. Rincaro generato dai costi dell’energia e delle materie prime, che hanno subito aumenti eccezionali. Mentre il prezzo del cacao è calato dopo le fibrillazioni dell’ultimo anno, altri ingredienti hanno compensato verso l’alto questo calo. “È il caso delle nocciole, salite del 30 se non 40%, dell’amarena salita del 40% e poi i rincari su zucchero, latte e panna – dettaglia Morsanuto -. Il caro carburanti ha fatto salire il prezzo di tutto quello che viene trasportato. Tutto è aumentato, comprese le materie prime che finora si erano salvate da aumenti e speculazioni record. Se a questo sommiamo anche l’uso pressoché totale di coppette e cucchiaini biodegradabili, giusto ma molto più costoso, il gioco è fatto. Noi artigiani dobbiamo destreggiarci e spesso limare i nostri margini perché, oltre una certa cifra, il prodotto andrebbe fuori mercato”.
“Solo per la bolletta energetica della mia attività, da inizio anno c’è stato un salto del +30% e i frigoriferi necessariamente restano accesi h 24. Fortunatamente la differenza qualitativa e nutrizionale di un prodotto fatto con ingredienti freschi rispetto alla produzione industriale riesce ancora a marcare la differenza”, conclude Morsanuto.