Territorio

San Donà, a metà luglio apre “Beer-Bq”, il nuovo locale dei fratelli Bianchi

26 Giugno 2025

Una nuova avventura gastronomica e imprenditoriale sta per prendere vita in via Calvecchia 32, dove verso metà luglio aprirà ufficialmente “Beer-Bq”, il nuovo locale firmato dalla famiglia Bianchi, già nota per il Filz di Corso Silvio Trentin. A guidare il progetto è Geremia Bianchi, affiancato dai fratelli Benedetta e Tommaso. Un sogno che nasce da 14 anni di esperienza nel mondo della birra artigianale e della ristorazione, per Geremia, e che si concretizza dopo un percorso tutt’altro che semplice.

«Il nuovo spazio rappresenta una vera e propria evoluzione del Filz – spiega Geremia Bianchi –, nato oltre sette anni fa nel cuore di San Donà. “Beer-Bq” sarà infatti molto più di un semplice locale, al suo interno troveranno spazio il birrificio – “Birra Filz” – un ristorante con cucina, un affumicatoio dedicato al barbecue e un ampio giardino estivo in stile biergarten, pensato per accogliere i clienti anche all’aperto».

Ma non è solo la dimensione del progetto a colpire, che coinvolge una decina di lavoratori del territorio, quanto il suo percorso di realizzazione.

«La trattativa per l’immobile, una vecchia casa di campagna con stalla e fienile annessi, è stata chiusa nel dicembre 2019, in piena emergenza pandemica – rivela –. Poi sono arrivati i lockdown, le difficoltà legate ai rincari dei materiali e alla complessità dei lavori di ristrutturazione, che hanno visto la casa, vincolata, essere conservata, mentre le strutture agricole sono state demolite e ricostruite».

Il risultato è un luogo pensato per essere vissuto, anche visivamente. Gli impianti di produzione della birra si affacciano con una grande vetrata sul giardino, permettendo agli ospiti di assistere al processo brassicolo.

L’apertura avverrà in due fasi: inizialmente solo con il servizio serale, per poi estendersi anche al pranzo, soprattutto nei mesi estivi.

Non mancano gli spazi per eventi privati e aziendali, con una sala da 120 metri quadri che sarà ricavata all’interno della vecchia casa, una volta completata la seconda fase dei lavori.

Sul fronte gastronomico, il team sta intanto siglando accordi con produttori locali, a conferma dell’attenzione al territorio che ha sempre contraddistinto il lavoro dei fratelli Bianchi.

Curiosa anche l’origine del nome “Filz”, che in tedesco significa “feltro”, materiale con cui si realizzavano un tempo i sottobicchieri da birra. Ma è anche il soprannome del sassofonista degli “Elio e le Storie Tese”.

«Un nome breve, sonoro e originale, pensato per distinguersi da formule più convenzionali» conclude Geremia.

Infine, a testimoniare il valore anche architettonico del progetto, la sua esposizione a Palazzo Mora di Venezia, nell’ambito delle mostre parallele alla Biennale di Architettura promosse dalla European Cultural Center.

L’apertura è quindi in dirittura d’arrivo, ma non ci sarà un evento inaugurale, per il momento. Solo il passaparola e la voglia di scoprire nuovi locali sul territorio.

(di Cristiano Pellizzaro)