San Stino, Il Conte Caramella torna in scena dopo quasi tre secoli
9 Settembre 2026Un’opera dimenticata da quasi tre secoli torna a vivere sul palcoscenico. Venerdì 9 ottobre, alle 20.45, il Teatro Romano Pascutto di San Stino di Livenza ospiterà la prima esecuzione in tempi moderni de “Il Conte Caramella”, dramma giocoso di Baldassarre Galuppi su libretto di Carlo Goldoni, nell’ambito del progetto europeo BEroots promosso da VeGAL e finanziato dal Programma Interreg Italia-Slovenia 2021-2027.
L’opera, rappresentata nel Settecento e della quale si erano poi perse le tracce dopo l’ultima rappresentazione ad Amsterdam nel 1760, è stata recuperata grazie a oltre dieci anni di ricerca filologica e musicologica condotta da Alessandro Maurutto. La nuova produzione, affidata ad APS Musincantus, vedrà sul palco sette cantanti accompagnati da un’orchestra barocca di circa venti elementi dell’Ensemble Concentus Musicus Lemit, con esecuzione secondo criteri storicamente informati.
Il giorno precedente, giovedì 8 ottobre, le prove saranno chiuse al pubblico ma aperte agli ospiti del centro anziani e delle associazioni del territorio. La rappresentazione del 9 ottobre sarà invece a ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-opera-il-conte-caramella-teatro-romano-pascutto-san-stino-di-livenza-2000184027269
«Siamo orgogliosi di aver contribuito a questo recupero – sottolinea il consigliere VeGAL Ciro Esposito –. BEroots richiama proprio le nostre radici culturali, che vogliamo continuare a promuovere anche attraverso la musica».
«Per San Stino è un grande onore ospitare quella che può essere considerata una vera prima mondiale – aggiunge l’assessore alla Cultura Andrea Simonella – e un evento di grande valore per la nostra comunità».
La regia è affidata a Maria Selene Farinelli, mentre Maurutto sarà maestro concertatore e direttore. L’opera racconta con l’ironia tipica di Goldoni la vicenda del Conte, creduto morto in battaglia, che ritorna alla propria corte travestito da pellegrino negromante per mettere alla prova la fedeltà della moglie.
«Dopo la prima esecuzione veneziana nel 1751 al Teatro San Samuele e l’ultima rappresentazione ad Amsterdam nel 1760, dell’opera si sono perse le tracce fino – racconta Alessandro Maurutto –. Si tratta di un’opera particolarmente interessante anche per le sue caratteristiche drammaturgiche e musicali: i sette personaggi sono infatti classificati in tre diverse tipologie – “seri”, “mezzi caratteri” e “buffi” – superando quella tradizionale distinzione tra serio e buffo che caratterizzava il teatro musicale dell’epoca. Un aspetto che ha suscitato un significativo interesse anche in ambito accademico. A questo si aggiunge la vivacità della vicenda ideata da Goldoni».
«Per Musincantus questa iniziativa si inserisce in un percorso di riscoperta e valorizzazione di musiche quasi perdute di grandi compositori del passato che da tempo portiamo avanti anche in altri contesti territoriali» il commento di Jacopo Cacco, direttore artistico di APS Musincantus.