Politica

San Donà, Nuove regole per l’accesso in sicurezza agli uffici comunali

24 Settembre 2026

Il Comune di San Donà di Piave lavora a un nuovo regolamento per disciplinare in modo uniforme l’accesso agli edifici, agli uffici e ai servizi comunali quando sia necessario verificare l’identità delle persone. La bozza, predisposta dalla Giunta, sarà ora sottoposta al Consiglio comunale per l’approvazione.

Il provvedimento non introduce nuovi divieti generalizzati sull’abbigliamento né nuove sanzioni, ma definisce le possibilità di intervento dell’ente nell’ambito della propria autonomia organizzativa. L’identificazione potrà essere richiesta per accedere ad aree riservate, nell’ambito di specifici procedimenti o servizi, per tutelare persone, documenti, dati e beni o durante eventi con particolari esigenze di sicurezza.

Qualora il volto non sia sufficientemente visibile, potrà essere richiesto di scoprirlo per il tempo strettamente necessario al riconoscimento, indipendentemente dalle ragioni religiose, culturali, sanitarie o di altra natura legate all’abbigliamento. Saranno comunque garantite dignità e riservatezza, prevedendo quando possibile uno spazio separato e personale dello stesso sesso.

«Non vogliamo inventare nuovi divieti né adottare provvedimenti simbolici destinati magari ad essere impugnati – spiega il sindaco Alberto Teso –. Quando per accedere a un servizio pubblico è necessario essere identificati, ciascuno deve consentire il riconoscimento della propria identità. È una regola semplice, applicata a tutti nello stesso modo».

Teso richiama anche il tema dell’integrazione, legandolo alla condivisione delle regole della comunità e all’autonomia personale. «Il semplice rifiuto di identificarsi non comporterà automaticamente sanzioni o l’intervento delle forze dell’ordine. Quando il riconoscimento sarà indispensabile, la conseguenza ordinaria sarà l’impossibilità di accedere al servizio. Polizia Locale e forze di polizia interverranno solo in presenza di ulteriori comportamenti rilevanti, come minacce, violenza, turbative o il rifiuto di lasciare i locali» conclude il primo cittadino.