Veneto Orientale, Rincari su beni e servizi
27 Dicembre 2025L’associazione Adiconsum lancia l’allarme sul fronte della crescita prevista sull’andamento dei prezzi nel 2026. Le prime rilevazioni e le proiezioni ufficiali suggeriscono un contesto dove gli aumenti, anche se moderati rispetto agli anni peggiori, rischiano di consumare ancora di più il potere d’acquisto delle famiglie italiane, già sotto pressione. In pratica, per una famiglia dai consumi medi (spese alimentari, energia, trasporti, cura della persona, servizi e tempo libero), si profila un più 300-400 euro l’anno, mentre per chi ne ha di più elevati, la somma può arrivare anche tra i 500 e gli 800 euro.
Secondo le previsioni macroeconomiche recenti, per l’anno prossimo l’inflazione media in Italia potrebbe attestarsi attorno all’1,5-2 per cento. Gli alimentari e le bevande rischiano dei rincari significativi e qui dentro ci mettiamo prodotti come pane, pasta, latte, frutta e verdura. Non solo, la crescita dei costi energetici e delle materie prime spinge verso l’alto i prezzi lungo tutta la filiera, con un impatto più forte sui prodotti freschi. Secondo Adiconsum Venezia, poi, cresceranno pure le spese per la sanità e la cura della persona.
«Anche se non si prevedono aumenti “esplosivi” come negli anni passati – spiega Jacqueline Temporin Gruer, presidente di Adiconsum Venezia – l’impatto sarà, comunque, diffuso e costante. Questo significa che, a meno di interventi di contrasto da parte del governo, le famiglie rischiano di veder peggiorare il proprio potere d’acquisto, con una riduzione del risparmio. A rischio ci sono i nuclei a reddito medio-basso o con più persone a carico, che comporterà a maggiore indebitamento o a delle rinunce a spese necessarie. Le famiglie italiane non possono più fungere da ammortizzatore sociale. È necessario che l’esecutivo, le imprese e i distributori si assumano responsabilità chiare e definiscano un patto anti-rincari che garantisca trasparenza, equità e tutela dei consumatori».