Agricoltura, Caldo e siccità, nel Veneziano parte la vendemmia d’emergenza
12 Agosto 2026Il caldo estremo e la prolungata assenza di piogge costringono i viticoltori veneziani ad anticipare la raccolta. Quella che avrebbe dovuto iniziare dopo il 16 agosto si sta trasformando, in alcune aziende, in una vera e propria “vendemmia d’emergenza”, necessaria per preservare uve che quest’anno si presentano di ottima qualità.
A lanciare l’allarme è Coldiretti Venezia. Negli ultimi giorni le temperature diurne nel Veneziano si sono mantenute attorno ai 37 gradi, raggiungendo punte di 39,8 all’ombra, mentre durante la notte non scendono sotto i 25. A pesare è anche la siccità, con l’ultima pioggia realmente utile all’agricoltura risalente a circa tre mesi fa.
A soffrire maggiormente sono i vigneti più giovani, con apparati radicali non ancora pienamente sviluppati, e quelli privi di irrigazione.
«In cinquant’anni la data della vendemmia si è anticipata di un mese», spiega l’enologo di Coldiretti Venezia Orazio Franchi. A cambiare non sarebbe tanto la quantità annuale delle precipitazioni, ancora attorno ai 1.200 millimetri, quanto la loro distribuzione. Nel 2026 circa la metà della pioggia annuale è infatti caduta tra gennaio e febbraio.
Parallelamente si è trasformata anche la viticoltura. Dalle 1.300-1.400 piante per ettaro degli anni Ottanta si è passati alle circa 2.700 attuali, con una gestione sempre più specializzata che ha permesso di aumentare sensibilmente la qualità delle uve.
«Il cambiamento climatico impone ora un salto di qualità nella gestione dell’acqua – aggiunge la presidente di Coldiretti Venezia, Tiziana Favaretto –. La richiesta è di superare la logica dell’emergenza attraverso investimenti strutturali, a partire dalla realizzazione di invasi e bacini multifunzionali capaci di garantire riserve idriche all’agricoltura e, attraverso sistemi di pompaggio, contribuire anche alla produzione di energia».