Lavoro, Studio Cisl: “Donne sempre più importati nell’economia provinciale, ma rimane il gap retributivo”
7 Marzo 2026C’è sempre più il peso delle donne nel lavoro in provincia di Venezia. Lo confermano i dati sulle assunzioni dove in molti comparti dei servizi, del commercio e della cura della persona, la loro presenza è ormai prevalente. Le analisi arrivano dall’ufficio Studi della Cisl di Venezia, che rileva come la partecipazione femminile sia sempre più centrale. Soprattutto nell’alberghiero ma anche in bar, commercio al dettaglio, in molte attività del terziario, nella Pubblica amministrazione. Nei servizi alla persona, poi, si parla di percentuali ben al di sopra dell’80 per cento. Presenze ben radicate, in certi casi molto superiori a quelle degli uomini. Resta sul tavolo la questione del gap retributivo con gli uomini.
«Emerge con chiarezza – spiega il referente del Mercato del Lavoro della Cisl di Venezia Marco De Favari – come il lavoro femminile non sia un segmento marginale ma una vera infrastruttura economica del territorio veneziano. Senza il contributo delle donne, interi settori dell’economia locale, dal commercio ai servizi, dall’istruzione alla sanità, non sarebbero in grado di funzionare con l’attuale livello di offerta e qualità».
Tuttavia, ci sono delle criticità strutturali che richiedono un intervento deciso, a partire dal divario retributivo che richiede una lettura attenta rispetto a part-time, flessibilità e differenze tra pubblico e privato. «Nel settore privato, il gap retributivo annuo tra uomini e donne è pari al 31,43 per cento – spiega De Favari – mentre quello settimanale si riduce al 27,73 per cento, riflettendo la maggiore incidenza del part-time e della flessibilità sulle retribuzioni complessive. Nel settore pubblico il divario si riduce significativamente».
«Il rafforzamento del lavoro femminile nella provincia di Venezia deve diventare una priorità strategica: più qualità contrattuale, riduzione concreta del divario retributivo, politiche attive mirate alla diversificazione settoriale e un sistema di servizi che consenta una reale conciliazione tra vita e lavoro», dice Michele Zanocco, segretario generale Cisl Venezia.