Territorio

Confartigianato, via libera al nuovo contratto collettivo regionale dell’edilizia, busta paga più pesante

20 Febbraio 2026

Più welfare contrattuale, maggior formazione che garantirà più sicurezza nei cantieri, più attenzione e sostegno alla qualità del lavoro e, tra le altre, anche un fondo di garanzia per facilitare l’accesso alla casa e dare stabilità alla famiglia del lavoratore. Un pacchetto di implementazioni molto sostanzioso, quello che caratterizza il nuovo Contratto Collettivo Regionale del Lavoro nell’edilizia, comparto che in provincia di Venezia conta circa mille tra micro, piccole e medie imprese con oltre 35mila addetti.

A siglare il documento sono stati Confartigianato Imprese Veneto, Cna Veneto, Casartigiani Veneto, Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil del Veneto. «È un accordo anche per supportare il lavoro, rendere più sicura l’occupazione e aiutare il settore dopo la fine dell’effetto Superbonus 110%”, spiega Michele Furlan, presidente della Federazione Edili della Confartigianato Imprese Città Metropolitana di Venezia.

Il nuovo contratto, in vigore da marzo di quest’anno fino a tutto il 2028, regolerà nuovi rapporti salariali e farà proprie anche alcune indennità per lavori particolari e disagiati che erano state richieste ma finora rimaste fuori dai contratti collettivi precedenti. “Mediamente, nel concreto, ci sarà un aumento di circa 180 euro mensili in busta paga, poi tutto il resto. Si tratta di un accordo molto significativo che dà un punto di riferimento al settore in un momento complesso del mercato; l’edilizia ha cessato il contributo propulsivo del Superbonus ma trattandosi di un settore in continua evoluzione ora ci sono nuove sfide – dettaglia Furlan – come quella legata alla cosiddetta direttiva sulle case green, l’efficientamento energetico e il comunque costante recupero del patrimonio abitativo generale”.

Particolare attenzione è stata indirizzata verso il sostegno alla diffusione dell’apprendistato duale nel settore, con incentivi sia per le imprese sia per gli apprendisti assunti. “Un altro importante aspetto – conclude – che andrà ad incidere sulla ricerca di mano d’opera e sul ricambio generazionale”.