Territorio

Caorle, come i giovani vedono il turismo, tra aspettative e realtà

30 Gennaio 2026

Un dialogo diretto tra scuola e impresa, capace di ridurre il divario tra formazione e lavoro, e docenti costantemente aggiornati in un comparto che evolve a ritmo rapidissimo. È questo il messaggio lanciato da Paolo Lorenzoni, noto manager dell’hotellerie ed ex direttore dell’Hotel Gritti di Venezia, protagonista del convegno svoltosi ieri al Salone Nazionale dell’Alto Adriatico, organizzato da Federalberghi Veneto con i Giovani Albergatori regionali e il Comitato Giovani Albergatori di Caorle.

Davanti a una sala gremita di studenti degli istituti alberghieri e dell’ITS Turismo di Jesolo, Lorenzoni ha sottolineato come “il futuro dell’hotellery sia dei giovani”, grazie alla loro capacità di adattamento e di comprensione dei bisogni del cliente, ma ha anche evidenziato la mancanza di un collegamento strutturato e continuo tra scuola e mondo del lavoro.

Nel corso dell’incontro, che ha visto anche la partecipazione del presidente nazionale dei Giovani Albergatori Fabio Raimondo e l’elezione all’unanimità di Letizia Boscariol alla guida del Comitato Regionale del Veneto, sono stati presentati i risultati di un mini sondaggio. Per il 50% degli studenti il turismo rappresenta soprattutto un’opportunità di viaggiare e lavorare in contesti diversi, mentre la principale preoccupazione, per il 45,3%, resta l’equilibrio tra vita privata e lavoro. Dall’altra parte, i giovani albergatori indicano come criticità principale la difficoltà di trovare candidati realmente motivati e pronti a crescere.

Lorenzoni ha poi affrontato il tema degli orari e delle retribuzioni: “L’hotel è come un piccolo comune che non chiude mai. La disponibilità è necessaria, ma gli extra vanno riconosciuti. E forse la carenza di personale è legata anche a stipendi ancora troppo bassi”. Un confronto che ha messo in luce sfide e prospettive di un settore chiave per l’economia, sempre più chiamato a rinnovarsi partendo proprio dai giovani.