Territorio

Confcommercio, “No agli aumenti per l’imposta di soggiorno”

21 Ottobre 2025

Confcommercio San Donà-Jesolo prende posizione sull’imposta di soggiorno nei Comuni del Basso Piave. L’associazione ha inviato ai sindaci di Noventa di Piave ed Eraclea Mare la richiesta ufficiale di non procedere con gli aumenti ipotizzati per il 2025, ritenendoli “inopportuni in questa fase economica”.

«Il settore turistico-ricettivo – spiega il presidente mandamentale Angelo Faloppa – sta ancora assorbendo gli effetti della congiuntura negativa, tra inflazione, costi di gestione in crescita e incertezza dei flussi».

A pesare, secondo Confcommercio, è anche il calo registrato a livello provinciale: «Venezia ha segnato una flessione dell’1,7%, la provincia del 2,7% – sottolinea il referente per gli alberghi, Maurizio Trevisiol – un rincaro della tassa ridurrebbe ulteriormente la competitività dell’offerta nell’entroterra».

Alle amministrazioni è stata chiesta anche una relazione dettagliata sull’utilizzo delle risorse incassate negli anni passati.

Diversa la situazione a San Donà e Meolo, dove la tassa debutterà nel 2026. Qui Confcommercio non chiede lo stop, ma propone una serie di modifiche tecniche ai regolamenti comunali per alleggerire l’impatto su lavoratori in trasferta, gruppi e categorie “sensibili”, con l’obiettivo di non disincentivare i soggiorni e favorire l’insediamento temporaneo di professionisti e consulenti.

Tra le proposte: maggiore trasparenza nella gestione dei proventi, semplificazioni per le strutture ricettive e la destinazione di parte delle entrate alla produzione di materiale informativo multilingue per promuovere le eccellenze locali. Meolo ha già accolto alcune delle osservazioni presentate.

Faloppa annuncia infine un tavolo di confronto permanente: «Intendiamo riaprire il dialogo con tutti i Comuni che applicano la tassa per introdurre misure di sostegno alle imprese che ne sono chiamate a rispondere».