Territorio

Bagnini – ANAB: “Giovani sono sempre meno attratti dalla professione? Colpa di un’imprenditoria miope”

13 Febbraio 2025

Con l’avvicinarsi dell’estate e della necessità stringente dei concessionari balneari di reperire personale di salvataggio, l’Associazione Nazionale Assistenti Bagnanti interviene sulla questione, con una lettera del suo presidente Guido Ballarin:

“Si afferma che la carenza di lavoratori sia dovuta al decreto 85. Ieri era colpa della scarsa voglia di lavorare dei giovani, e il giorno prima ancora del reddito di cittadinanza. Inoltre, si sostiene che tale decreto abbia bloccato i rinnovi dei brevetti e impedito a chi ha più di 50 anni di rinnovare il proprio brevetto.

Queste affermazioni sono scorrette, se non addirittura false. I brevetti in scadenza potevano essere regolarmente rinnovati: esistevano procedure per farlo. Se, a causa di una guerra politica tra federazioni, qualcuno ha volutamente rallentato le pratiche fino a bloccarle, ciò non significa che non vi siano stati nuovi brevetti e rinnovi. Chi voleva, poteva. Inoltre, il limite dei 50 anni riguarda solo i nuovi brevetti, non i rinnovi.

A questo punto, la domanda è: perché siamo arrivati a questa situazione?

Perché i giovani sono sempre meno attratti dalla professione di assistente bagnanti?

Forse perché, negli ultimi vent’anni, un’imprenditoria miope ha trattato questi lavoratori come carne da macello, colpendo anno dopo anno una categoria che, a proprio rischio, tutela l’incolumità altrui.

Nessuno in Italia ha mai davvero difeso questa professione: né le federazioni che rilasciano i brevetti, né la Capitaneria di Porto, e tantomeno gli imprenditori balneari. Questi ultimi, oggi, si riempiono la bocca con la parola sicurezza, ma poi mettono nelle mani di un ragazzino la vita dei bagnanti. Sono gli stessi che vogliono tenere aperti i lidi fuori stagione, sfruttando la scusa dell’elioterapia, senza però prevedere la presenza di un assistente bagnanti.

In tutto questo, manca completamente la volontà da parte delle istituzioni di interpellare le associazioni di categoria preposte, ovvero coloro che operano davvero in mare e conoscono le reali esigenze del settore. Si preferisce invece prendere decisioni dall’alto, senza coinvolgere chi ha l’esperienza diretta sul campo, con il risultato di peggiorare ulteriormente la situazione.

L’idea di impiegare steward abilitati al BLSD non risolve il problema. Anzi, prevedere questa soluzione solo nei periodi di bassa affluenza (inizio e fine stagione) e non prevedere addirittura nulla, nei periodi elioterapici renderà le spiagge meno sicure e continuerà ad allontanare i giovani da questa professione. Il rischio è che si arrivi a un futuro in cui sulle spiagge ci saranno solo cartelli che avvisano dell’assenza del servizio di salvataggio, mentre i lidi offriranno un eccellente servizio di steward e camerieri sotto l’ombrellone.

I bagnini ci sono e ci sono sempre stati. Il problema è che non vengono considerati. Bisogna rendere questa professione più attrattiva, con stipendi adeguati, una destagionalizzazione che allunghi il periodo lavorativo (elioterapia) e maggiori tutele per i lavoratori”.