Cultura ed Eventi

Noventa commemora i Caduti di tutte le Guerre

22 Ottobre 2023

Tre Alzabandiera e una corona d’alloro sul Piave. Noventa di Piave ha commemorato questa mattina i Caduti di tutte le guerre con una triplice cerimonia, organizzata dall’Amministrazione e dal Comitato di Santa Teresina per i Caduti di tutte le Guerre.

Prima, alle 9.00, davanti al monumento ai Caduti di Santa Teresina, poi davanti al Municipio, infine nella golena del Piave, dinnanzi al Monumento alla Fratellanza, a cui è seguito anche il lancio nella corona d’alloro sul Fiume Sacro, grazie a una barca dell’A.L.T.A. Associazione Lagunari di San Donà di Piave.

Alle cerimonie, presiedute dal prefetto di Venezia Michele Di Bari, hanno partecipato numerose autorità civili e militari, sia italiane che austriache.

Presenti molti sindaci del territorio, a partire dal sindaco di Noventa di Piave, Claudio Marian, con la giunta e i consiglieri comunali, quindi i primi cittadini di Fossalta di Piave e Meolo, Manrico Finotto e Daniele Pavan, il presidente del Consiglio comunale di San Donà Massimiliano Rizzello, l’assessore alla cultura e associazioni combattentistiche di Musile Luciano Carpenedo, la deputata Giorgia Andreuzza, la sindaca CCRR Sara Primelli e il sindaco di Tonezza del Cimone (VI) Franco Bertagnoli.

Oltre alle autorità militari del territorio e le associazioni d’Arma, hanno preso parte alle cerimonie il Picchetto Armato Militare dell’11° Reggimento Bersaglieri di Orcenico Superiore (PN), la delegazione dei Fucilieri di Carinzia, la Fanfara dei Bersaglieri di Ceggia.

«Come ogni anno, in questa giornata a loro dedicata, rendiamo doveroso omaggio a tutti coloro che hanno combattuto e sono caduti per la propria Patria – ha introdotto nel suo discorso il sindaco Claudio Marian –. Lo facciamo qui, in riva al Piave, in uno dei luoghi in cui più di cento anni fa si è combattuta una guerra cruenta e terribile, e dove molti di quelli che oggi commemoriamo sono morti. Da anni ormai lo facciamo anche con la partecipazione dei nostri “amici” austriaci.

Questo conferisce alla cerimonia un forte valore simbolico, perché dimostra come nazioni e popoli ex nemici, possono ricordare e commemorare insieme i propri caduti in guerra».

E un richiamo particolare alla Pace, il sindaco, ha voluto fortemente sottolinearlo nel suo discorso, ricordando i drammi e i conflitti che al di là dei nostri confini si stanno tragicamente consumando.

«Oggi, credo che questa ricorrenza debba essere il più possibile, e “fuor di retorica”, resa attuale e orientata alla situazione odierna.

Per questo ritengo che tra tutti i valori fondamentali della nostra democrazia, quello che oggi deve essere evocato con più forza sia: la Pace.

La pace di cui il nostro continente europeo, dalla fine dell’ultima guerra mondiale, ha beneficiato per oltre settant’anni. Una pace che, in modo rassicurante, si voleva credere fosse stata acquisita per sempre.

Sembrava che solo il ricordo degli orrori prodotti dalla guerra, fosse l’antidoto sufficiente contro il pericolo del suo ripresentarsi. E non è un caso che i pilastri su cui si è fondata l’unità europea, siano stati costruiti proprio dalla generazione che aveva vissuto, e che portava ancora i segni di tutte e due le guerre mondiali. Una unità europea, che ha visto collaborare in spirito di amicizia Paesi e popoli che si erano contrapposti e combattuti. Una unità europea che nel tempo ha saputo garantire pace, sicurezza, prosperità e sviluppo economico.

Diverse generazioni sono nate e cresciute in un continente che sembrava aver cancellato, per sempre, non soltanto la parola guerra, ma perfino la sua memoria.

Poi all’improvviso la guerra – la tragedia della guerra – con l’aggressione Russa all’Ucraina, è ricomparsa.

E, nel cuore dell’Europa, dall’anno scorso, si combatte e si muore. In un conflitto che non risparmia la popolazione civile. Del quale i media ci mandano immagini terribili di donne, anziani e bambini in fuga dalle bombe. E nel mondo si profila il pericolo di ulteriori scenari di guerra.

Fuori dall’Europa troppi sono i Paesi coinvolti in stragi che provocano morte e distruzione, che colpiscono e cancellano i diritti umani, che non hanno nessun rispetto né per la persona, né per la vita.

Interessi e povertà in Africa favoriscono nuovi estremismi, mentre il fondamentalismo alimenta il terrorismo islamico.

Per non dire di quello che sta succedendo nel vicino oriente, in Palestina tra Hamas ed Israele, perché è purtroppo la drammatica cronaca di questi giorni.

Questo è un quadro che impone, oggi più che mai, di elevare la pace come valore fondamentale.

Una pace che, come sancito dall’articolo 11 della nostra Costituzione, si deve tradurre nel ripudio della guerra e di tutte quelle situazioni che rischiano di provocare ingiustizie, distorsioni, diseguaglianze; generatrici, a loro volta, di conflittualità tra popoli, nazioni, comunità.

E questo ritengo che sia giusto farlo proprio nel giorno che ricorda e commemora coloro che per garantire la pace, la nostra pace, quella di cui godiamo tutti i giorni, sono caduti combattendo o, come i componenti delle forze dell’ordine, sono caduti nell’esercizio del proprio dovere».