Cultura ed Eventi

San Donà, concluso il progetto scolastico “Ocio! La palude”

24 Maggio 2022

Com’era il territorio prima della bonifica? Come sarebbe il territorio senza l’attività della Bonifica? Chi erano i badilanti e gli scariolanti?

Domande dei piccoli alunni delle scuole primarie del comprensorio a cui ha dato risposta il progetto didattico del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale “Ocio! La palude”.

Il progetto del Consorzio ha coinvolto 7 classi delle scuole primarie del comprensorio:

  • C. Rita Levi Montalcini, San Stino di Livenza, scuola Edmondo De Amicis classe 5^ e Don Michele Martina classe 4^, Silvio Pellico classi 3^ e 4^
  • C. Edmondo De Amicis, scuola Fabio Filzi di Ponte Crepaldo, Eraclea classe 4^
  • C. Romolo Onor, scuola Marco Polo di San Donà di Piave, classe 3^
  • C. Portogruaro 2 “Dario Bertolini”, scuola Virgilio di Giussago, classe 2^

Il progetto è arrivato al termine oggi con un evento in piazza Indipendenza a San Donà di Piave, dove gli studenti, nel contesto della V° edizione TerrEvolute – Festival della Bonifica, hanno presentato un cortometraggio, realizzato con i momenti più significativi vissuti in ogni classe, nel quale far rivivere alcuni frangenti della vita nel nostro territorio prima della bonifica, con brevi cenni al duro lavoro dei carriolanti e ad alcuni personaggi storici delle nostre zone considerati i pionieri della Bonifica.

«L’obiettivo più grande del progetto era arrivare alla coscienza e al cuore dei bambini, la nostra new green generation, per far comprendere loro l’importanza del prendersi cura della nostra terra, tanto faticosamente “conquistata” dai loro nonni, bisnonni, con badili, carriole e soprattutto ingegno – spiegano i responsabili del progetto del Consorzio –. Abbiamo voluto stimolare la loro curiosità nei confronti dell’importanza del lavoro del Consorzio di Bonifica al fine di garantire il giusto approvvigionamento idrico all’agricoltura e alla difesa contro gli allagamenti e le esondazioni. Ma soprattutto stimolare la sensibilità nei confronti del paesaggio correttamente manutenzionato e gestito, oltre a interessarli ai concetti di resilienza e offrire loro strumenti atti alla riflessione sul tema del rischio idrogeologico, della gestione dell’acqua e dell’energia più generalmente intesa.

Gli incontri hanno approfondito la particolare geografia del territorio su cui vivono, le sue potenzialità e fragilità, mettendo in evidenza la fondamentale importanza dell’acqua come elemento di vita imprescindibile, in particolare in campo agricolo.

Speriamo di aver posto un piccolo seme nelle loro coscienze, da far crescere con la consapevolezza dell’importanza di questo territorio delicato in cui vivono, da preservare nel presente e nel futuro, con la stessa cura messa dai chi li ha preceduti».