Bibione, le prime reazioni delle associazioni al blitz antimafia di questa notte
15 Settembre 2021Dopo le perquisizioni e gli arresti di questa notte, eseguiti dal personale della Direzione Investigativa Antimafia e del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Trieste, a seguito dell’inchiesta su presunte estorsioni e intimidazioni aggravate dal metodo mafioso ai danni di commercianti ambulanti, Confcommercio Portogruaro Bibione Caorle ha emesso una nota sulla vicenda:
“Confcommercio sta dalla parte della legge. Senza “se” e senza “ma” – esordisce la nota dell’associazione di categoria –. È ormai dal 2013 che, ogni anno, ripetiamo l’iniziativa “Giornata della Legalità” con la partecipazione dei massimi vertici del Ministero dell’Interno e delle Forze dell’Ordine, dal livello nazionale a quello provinciale. Ciò nella consapevolezza che la legalità è la prima tutela della libertà del cittadino, dell’impresa, del mercato, della concorrenza e conferisce dignità al lavoro di tutti.
«Non esiste un contributo alla legalità che non valga la pena di essere dato….Il futuro non (si) chiude e la legalità è la nostra finestra aperta, quella da cui entra la luce del futuro» (dall’intervento di Carlo Sangalli alla edizione del 20 aprile 2021).
È certamente doloroso l’arresto del Presidente della delegazione Confcommercio di San Michele al Tagliamento – Bibione (struttura deputata non al governo dell’Associazione ma a “rappresentare unitariamente gli interessi dei soci nei confronti delle autorità locali e di terzi”) che ci e gli auguriamo possa dimostrarsi estraneo ai fatti addebitati.
I nostri uffici si sono messi immediatamente a disposizione dell’Autorità giudiziaria anche se Confcommercio non è coinvolta nell’indagine essendo totalmente estranea ai fatti e agli addebiti”.
A esprimersi è stata anche l’Associazione Avviso Pubblico, nata nel 1996 per riunire gli Amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica:
“Esprimiamo la nostra più viva e sincera gratitudine ai magistrati della Direzione investigativa antimafia di Trieste e a tutte le Forze di polizia che in questi ultimi anni stanno svolgendo un lavoro investigativo molto importante dimostrando come sul nostro territorio non si possa più parlare di infiltrazione quanto di un radicamento della presenza mafiosa – ha dichiara Sabrina Doni, Sindaco di Rubano e Coordinatrice regionale di Avviso Pubblico in Veneto -. Questa operazione ci dimostra come in Veneto oltre alla presenza della ’ndrangheta c’è una forte presenza della camorra e come ci sono delle località, come il litorale veneziano, alle quali bisogna prestare una maggiore attenzione. Consapevoli di questo come Avviso Pubblico, in collaborazione con la Regione Veneto, abbiamo realizzato un articolato percorso di formazione indirizzato al personale della Polizia locale, ai rappresentanti degli Enti locali ma anche alle categorie economico professionali e agli stakeholder delle province venete, che inizierà il prossimo 24 settembre, perché siamo sempre più consapevoli che per sconfiggere le mafie non basta la sola azione repressiva ma c’è bisogno di una straordinaria azione di contrasto che coinvolga tutti i cittadini, a partire dalle istituzioni”.
“Un plauso ed un ringraziamento alla DIA, alla DDA di Trieste e agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine che hanno eseguito gli arresti, dimostrando ancora una volta l’efficacia degli apparati repressivi messi in campo dallo Stato contro la criminalità organizzata – ha aggiunto il Coordinatore di Avviso Pubblico per la provincia di Venezia, Francesco Rizzante, Presidente del Consiglio comunale di San Donà di Piave (Ve) -. Tuttavia l’attività repressiva da sola non basta. Serve un’azione forte, autorevole e trasversale che ponga la lotta alle mafie come una priorità dell’agenda politica nazionale e locale. Occorre anche riaprire con urgenza una discussione pubblica sulle mafie, sul loro radicamento nel territorio grazie alle convergenze con professionisti collusi, che coinvolga istituzioni, partiti, sindacati, associazioni di categoria, ordini professionali e il mondo dell’antimafia sociale. Il silenzio e l’indifferenza sono i migliori alleati dei mafiosi. Oggi purtroppo non esistono isole felici che possono considerarsi immuni al contagio mafioso, e ci sono settori vitali dell’economia del Veneto Orientale, come il turismo e il commercio, che sono sotto attacco e che abbiamo il dovere di difendere ad ogni costo”.
E un appello alle amministrazioni, soprattutto quelle al voto, è giunto anche dalle associazioni Libera e Legambiente, con una lettera inviata ai primi cittadini, sottoponendo la necessità di una presa di coscienza e di un impegno formativo, culturale, per la prevenzione e la conoscenza della cultura mafiosa, oltre che al necessario sostegno, politico ed economico, alle forze dell’ordine e Magistratura per contenere ed eliminare la presenza di associazioni criminali di stampo mafioso:
“Le associazioni Libera e Legambiente hanno inviato in questi giorni un appello ai candidati sindaci dei comuni al voto chiedendo fin d’ora, e confermando in caso di vittoria, un impegno concreto su tematiche quali la trasparenza, la partecipazione dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Nella lettera si chiede ad esempio l’impegno a far sottoscrivere a tutti i consulenti dell’ente un “patto di legalità”, a trasmettere i Consigli comunali in streaming, a sensibilizzare la cittadinanza sull’azzardo e sulla ludopatia, a collaborare con le Associazioni per aiutare i cittadini in situazioni di vulnerabilità, ad avviare attività di contrasto alla dispersione scolastica, a vigilare su episodi di smaltimento abusivo di rifiuti. In chiusura, le due Associazioni esortano il candidato a prendere posizione pubblicamente sui temi sollevati, condividendo il proprio pensiero attraverso i canali social o per mezzo della stampa”.