Territorio

San Donà, Blocco cinese delle terre rare, timori per Lafert e per la filiera industriale

14 Settembre 2026

Le restrizioni imposte dalla Cina all’esportazione di magneti pesanti in terre rare stanno creando difficoltà anche a Lafert, azienda di San Donà di Piave del gruppo giapponese Sumitomo, specializzata nella produzione di motori elettrici per impieghi civili.

A lanciare l’allarme è Confindustria Veneto Est, che chiede una rapida soluzione della vicenda per evitare conseguenze pesanti sulla produzione. Lafert, che conta circa mille dipendenti tra Europa, Nord America e Asia, di cui 780 in Veneto, utilizza magneti permanenti in terre rare per circa il 30% dei propri motori, destinati a settori come pompe, ventilatori industriali, compressori, pale eoliche, robotica e automazione.

Le restrizioni sono scattate dopo la decisione del Ministero del Commercio cinese di inserire Lafert tra le aziende europee interessate dalle limitazioni legate ai materiali considerati a duplice uso, civile e militare. Un inquadramento contestato dall’azienda, che non opera nel settore della difesa. Intanto è già partita la ricerca di fonti alternative di approvvigionamento.

«Produrre motori elettrici in Italia rischia di diventare sempre più difficile – afferma la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron –. Stiamo lavorando con Confindustria, Governo e Ambasciata italiana in Cina per ottenere il riconoscimento della natura esclusivamente civile dell’attività di Lafert».

Carron ha accolto positivamente anche l’impegno assicurato dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nei confronti delle autorità di Pechino, sottolineando però la necessità di agire rapidamente.

Il vicepresidente di Confindustria Veneto Est Mirco Viotto richiama inoltre la necessità di tutelare «un’eccellenza del tessuto produttivo Veneto e nazionale», proteggendo al tempo stesso continuità aziendale e filiere del territorio.