Portogruaro, Le opere della scultrice Michela Tabaton Osbourne al Museo archeologico nazionale concordiese
19 Settembre 2026Un dialogo tra i reperti dell’arte antica e le opere di arte contemporanea. E’ una delle caratteristiche della mostra “Riti di ritorno”, iniziativa arriva al Museo archeologico nazionale concordiese di Portogruaro dal 26 settembre (inaugurazione alle 18.30) fino al 10 gennaio. Protagonista dell’esposizione sarà la scultrice Michela Tabaton Osbourne, artista – nata e cresciuta a Londra da madre italiana e padre giamaicano – la cui ricerca predilige la scultura in tecnica mista: un mezzo artistico che diventa per lei uno spazio aperto capace di accogliere tutte le contaminazioni culturali che hanno caratterizzato la sua vita e la sua visione. Profondamente legata alle dinamiche della voce diasporica, l’artista adotta la scultura come linguaggio narrativo per esplorare concetti quali la nostalgia, la memoria, l’appartenenza e l’alterità socio-culturale.
La sua attività si sviluppa attraverso una costante presenza nel panorama artistico internazionale tra mostre, residenze e riconoscimenti: nel 2023 riceve il Premio Orsoni 1888 promosso dal MAR di Ravenna, mentre nel 2024 viene selezionata per la residenza Black Rock Senegal a Dakar. Nel 2025 inaugura la sua prima personale, Exodus, curata da Davide Caroli al Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo in occasione della Biennale di Mosaico Contemporaneo di Ravenna. Alcune opere realizzate sono site specific, ovvero frutto di un processo di progettazione in cui l’artista ha tenuto conto degli spazi espositivi disponibili presso il museo, cercando al contempo di sviluppare attraverso essi temi affini alla sua poetica, per creare un dialogo continuo con il contesto archeologico.
La mostra è realizzata dalla Direzione regionale Musei nazionali Veneto in collaborazione con l’Associazione culturale “Linguaggi e Arte” di Teglio Veneto, presieduta da Andrea Gorgato e la curatela di Sara Manzan.
In foto: un’opera della scultrice Michela Tabaton Osbourne