Caorle Independent Film Festival: vince “Yukiko torna a casa”, cortometraggio di Michele Granata
22 Settembre 2026E’ Michele Granata, regista ragusano, ad aggiudicarsi il Caorle Film Award con la sua opera “Yukiko torna a casa”, dopo aver vinto anche i premi come Miglior Attore Protagonista (Hal Yamanouchi) e Miglior Soggetto. Il riconoscimento arriva alla conclusione della nona edizione del Caorle Independent Film Festival, la rassegna cinematografica internazionale di cinema indipendente organizzata dall’Associazione Caorle Film, patrocinata e supportata dalla Regione Veneto, dal Comune di Caorle e dalla Fondazione Venezia.
Il cortometraggio di Granata conduce in un viaggio intimo e sospeso tra dolore e memoria: Seiji, un anziano giapponese giunto in Italia per riportare in patria il corpo della figlia Yukiko, attraversa una Roma estranea e silenziosa a bordo di un furgone colmo dei suoi effetti personali. L’incontro con Tosca, l’ex compagna della figlia, apre uno spazio fragile e inatteso di condivisione, dove silenzi, musica e oggetti diventano il filo attraverso cui riaffiorano ricordi e sentimenti. Attraverso un racconto delicato e profondamente umano, l’opera esplora il lutto, la solitudine e la possibilità di ritrovare un legame oltre la perdita, trasformando il dolore in un ponte tra culture e generazioni. Un’intensa riflessione sulla memoria e sulla riconciliazione, capace di raccontare come, anche nel silenzio, sia possibile riconoscersi nell’altro.
La serata finale del 19 settembre, condotta da Riccardo Checchin, attore e doppiatore, ha visto assegnare 28 premi, 1 premio speciale e 6 menzioni speciali conferite alle opere più meritevoli. Un momento di particolare emozione è stata la consegna del premio speciale “Arcanza – in memoria di Laura Vio”. Premio istituito lo scorso anno in collaborazione con la famiglia Vio per ricordare Laura che, aveva collaborato con l’associazione Caorle Film in qualità di attrice e al Festival era stata giudice durante le prime edizioni. Ad aggiudicarsi questo premio è stato il cortometraggio “Assenzio” di Andrea Paramidani, ritenuto l’opera che più ricordava le sue qualità personali.