Territorio

Torre di Mosto, La mietitura di un tempo e il sogno del ritorno della “Festa della Trebbiatura”

12 Agosto 2026

Bastano poche generazioni per ritrovarsi davanti a un mondo che oggi sembra lontanissimo. Un tempo nei campi si lavorava con mezzi rudimentali, tanta fatica e il contributo di tutta la famiglia. Ma quelle lunghe giornate erano anche occasioni di condivisione, scandite dai ritmi della terra e da un senso di comunità. Tradizioni che un gruppo di giovani del territorio di Torre di Mosto vuole continuare a mantenere vive.

Sono ragazzi di Torre di Mosto, Boccafossa e Grassaga, discendenti di famiglie che per generazioni hanno vissuto dei prodotti della campagna. Ogni anno riservano una porzione di terreno alla coltivazione del frumento, raccogliendolo proprio come avveniva decenni fa.

La mietitura comincia di buon mattino, riportando sul campo una vecchia “taglia e liga”, azionata da un motore Landini a petrolio degli anni Sessanta. Per metterlo in moto servono diversi tentativi e lo strappo a mano, finché una fumata nera e il rombo del motore segnano l’inizio del lavoro. Il macchinario taglia il frumento, forma i fasci, li lega con lo spago e li lascia sul terreno. Tocca quindi alle braccia raccoglierli e sistemarli nei tradizionali “casòt”, i covoni, lasciati quindi ad essiccare in attesa della trebbiatura. L’ultimo passaggio avviene con una grande trebbia fissa, mossa attraverso una cinghia collegata al trattore, che separa finalmente i chicchi dalle spighe.

Gesti che raccontano un’agricoltura del passato fatta di sacrifici e guadagni modesti, ma anche di famiglie che lavoravano fianco a fianco. Una realtà che appare quasi anacronistica nell’epoca delle grandi estensioni coltivate con macchinari moderni, Gps e droni.

Il sogno del gruppo è ora riportare in vita a Boccafossa, nel giorno di Sant’Anna, la storica Festa della Trebbiatura, che un tempo richiamava famiglie e bambini attorno alle grandi macchine al lavoro. Un modo per trasformare la memoria in un patrimonio da tramandare alle nuove generazioni.

(Foto per gentile concessione di Giuseppe Ave, memoria storica del territorio e da sempre impegnato nel custodire e tramandare le tradizioni, le storie e le usanze della comunità locale)