San Donà di Piave, “Spazi freschi” per affrontare le ondate di calore
4 Agosto 2026Le ondate di calore non sono più un fenomeno eccezionale, ma una condizione con cui le città devono imparare a convivere. È da questa consapevolezza che nasce la rete comunale degli “Spazi freschi”, proposta approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di San Donà di Piave attraverso una mozione presentata dal consigliere Daniele Terzariol del Partito Democratico. L’obiettivo è mettere in collegamento parchi, biblioteche, centri civici, impianti sportivi, aree ombreggiate e altri luoghi pubblici dove cittadini, persone più vulnerabili e visitatori possano trovare sollievo durante i periodi di caldo intenso.
L’iniziativa prende ispirazione da esperienze già adottate in diverse città europee, che si stanno diffondendo anche nella Città Metropolitana di Venezia, e punta a valorizzare spazi già esistenti, rendendoli facilmente individuabili grazie a una mappa pubblica e a una segnaletica dedicata.
«Spesso si pensa che per affrontare il cambiamento climatico servano soltanto grandi opere o investimenti milionari – osserva il capogruppo Dem, Daniele Terzariol –. In realtà esistono azioni concrete che possono migliorare la qualità della vita quotidiana. Una di queste è rendere riconoscibili e facilmente accessibili i luoghi freschi che la città possiede già».
La proposta guarda però anche oltre la semplice mappatura. Il documento invita infatti a sviluppare progressivamente la rete con nuove alberature, aree d’ombra, fontanelle, sedute, percorsi pedonali protetti e interventi di depavimentazione urbana, integrando così il progetto con le politiche comunali dedicate al verde pubblico, alla mobilità sostenibile, all’invecchiamento attivo e alla rigenerazione urbana.
«Il caldo è una condizione strutturale del nostro vivere urbano. San Donà deve continuare ad adattarsi – sottolinea Terzariol –. Una città è resiliente non solo quando sa affrontare un’emergenza, ma quando organizza i propri spazi affinché le persone possano continuare a viverli in sicurezza anche durante gli eventi climatici estremi».