Litorale, Completata la mappatura di Plastic Free sui rifiuti abbandonati
13 Agosto 2026Dai cotton fioc risalenti anche a trenta o quarant’anni fa ai mozziconi di sigaretta, passando per frammenti di plastica e reti utilizzate per l’allevamento dei mitili. I rifiuti raccolti sulle spiagge venete diventano dati scientifici grazie al progetto di Plastic Free, che ha coinvolto nove località dal Delta del Po all’Alto Adriatico.
Il monitoraggio è stato realizzato durante il Weekend del Mare 2026 a Rosolina, Porto Viro, Porto Tolle, Chioggia, Venezia Lido, Jesolo, Caorle, Eraclea e Bibione. Non una semplice pulizia delle spiagge, ma un’attività di “scienza partecipata” nella quale i volontari hanno affiancato all’impegno ambientale una vera catalogazione dei materiali rinvenuti.
In ogni località è stato analizzato un tratto di spiaggia lungo 100 metri. Oggetti e frammenti sono stati conteggiati e inseriti in schede comprendenti oltre 180 categorie di rifiuti individuate dalla Strategia Marina Europea.
«Lo scopo principale – spiega Paolo Monesi, coordinatore dell’iniziativa – è trovare elementi utili per risalire all’origine dell’inquinamento», distinguendo ad esempio ciò che deriva dalle attività balneari, dalla pesca, dall’agricoltura o da fonti urbane e industriali. Informazioni che possono aiutare le istituzioni a definire interventi più efficaci per tutelare coste, mare e biodiversità.
I dati raccolti sono stati successivamente validati da Ispra e saranno trasmessi all’Agenzia Europea dell’Ambiente nell’ambito di Marine Litter Watch. Il censimento realizzato dai volontari veneti entrerà così nel quadro conoscitivo europeo utilizzato per orientare le future politiche di prevenzione e riduzione dei rifiuti marini, trasformando l’impegno dei cittadini sulle spiagge in uno strumento concreto di ricerca e tutela ambientale.