Femminicidi, Semenzato «Dati incoraggianti, ma la prevenzione resta fondamentale»
21 Agosto 2026I dati relativi ai primi sei mesi del 2026 mostrano una diminuzione delle donne vittime di omicidio, un segnale “positivo” che deve però accompagnarsi a un ulteriore rafforzamento della prevenzione. A sottolinearlo è Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e deputata veneziana di Noi Moderati, commentando il dossier Sicurezza 2026 del Viminale.
«Emergono dati che ci fanno ben sperare e che, pur non cancellando la gravità dei singoli episodi, segnalano l’effetto delle misure di prevenzione e degli interventi di contrasto», afferma Semenzato.
Nel primo semestre le vittime di genere femminile risultano diminuite del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025. Sono state 26 le donne vittime di omicidio volontario, mentre 8 sono i casi classificati come femminicidio secondo il nuovo reato entrato in vigore il 17 dicembre scorso.
«Il calo è un segnale importante – osserva – e per la prima volta viene riconosciuta la specificità del nuovo reato di femminicidio, quando la violenza nasce da odio, discriminazione, controllo, possesso o dominio».
Semenzato richiama soprattutto la necessità di intervenire prima che le situazioni degenerino. Gli ammonimenti del questore sono cresciuti del 10,7%, con un aumento del 24,1% per quelli legati alla violenza domestica, mentre quelli per stalking sono diminuiti del 12,3%.
«Solo facendo rete si possono prevenire e reprimere i cosiddetti reati spia, spesso veri campanelli d’allarme di fatti ben più gravi». Un percorso che, conclude, deve proseguire attraverso formazione, collaborazione tra istituzioni e strumenti sempre più efficaci di tutela delle donne.