Territorio

Caorle, Scavi archeologici in Brussa, emerge la parte di un edificio

12 Agosto 2026

E’ stata definita molto soddisfacente la campagna archeologica di scavo condotta in Brussa dal team del progetto “NAPA – NAvigare nel PAssato. Alle foci dell’antico Tagliamento”. I lavori, terminati il mese scorso, entrano ora nel vivo sul fronte della fase di studio degli oggetti repertati, in attesa delle nuove operazioni previste in loco l’anno prossimo.

All’opera gli archeologi del progetto “NAPA – NAvigare nel PAssato. Alle foci dell’antico Tagliamento”. Gli studiosi hanno acceso i riflettori sull’antica civiltà che viveva in una zona di grande interesse storico, collocata nei pressi dell’antica foce del Tiliaventum Maius citato da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C. I lavori, iniziati a inizio giugno, si sono conclusi a metà luglio.

Il gruppo è all’opera per ricostruire la storia di questo territorio in età romana. I materiali ritrovati vanno dal primo d.C al quinto d.C.: quindi per 500 anni di vita.

«Dagli scavi – analizza la professoressa Maria Stella Busana del Dipartimento Beni Culturali dell’Università di Padova – è emersa la parte di un edificio, di cui riconosciamo almeno quattro ambienti affiancati l’uno all’altro. Tutto costruito con frammenti laterizi e blocchi di pietra. Parallelamente a questi quattro ambienti affiancati, a circa 5 metri, c’è un grande fossato, una canaletta, larga 70-90 centimetri, riempita di sedimenti molto limosi. Dobbiamo capire se è stato un riempimento naturale o artificiale. Questa canaletta è piena di coppi, di un edificio già distrutto e di tante ossa animali: bovini, ovini, suini, forse un cavallo. Abbiamo sacchi di materiale faunistico che studieremo con un archeozooloogo per capire se ci sono tracce di macellazione o meno. Abbiamo tante mandibole e femori, tutti di grandi animali».

Il cuore dell’indagine è legato ai segreti sulla “Villa della Brussa. «In questo caso – riferisce ancora la professoressa Busana – non si tratta di una villa di quelle lussuose, perché non abbiamo mai trovato neanche una tessera di mosaico, elementi decorativi, marmi o intonaco dipinto. Ci sono tanti materiali vari, anche ceramiche molto carine, ma soprattutto anfore, un peso da telaio, un peso da rete, un peso da bilancia, scorie di ferro, semi lavorati di vetro: tanti oggetti legati ad attività economico-commerciali. La posizione – conclude la professoressa – è l’elemento chiave per capire questo sito».

L’attività è promosso dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova su concessione del Ministero della Cultura in collaborazione con il Comune di Caorle (Bando UNI-IMPRESA) e con la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia. Il team di ricerca, composto da 25 studiosi, ha avuto come base logistica le strutture di Veneto Agricoltura.

In foto: l’area degli scavi in Brussa vista dal drone