Le preoccupazioni di Cia Venezia: «l’agricoltura veneziana entra nella fase più critica»
10 Luglio 2026La siccità entra nella sua fase più grave e mette in ginocchio l’agricoltura veneziana, e a poco servirà una giornata di temporali, come quella attesa per domani. Da lunedì 13 luglio, infatti, nel territorio gestito dal Consorzio di bonifica Acque Risorgive, scatterà infatti la turnazione d’emergenza dell’acqua per l’irrigazione. La disponibilità della risorsa idrica è ormai insufficiente e il Consorzio ha predisposto una distribuzione a rotazione tra i sottobacini e, nell’arco di tre settimane, tra i diversi bacini irrigui, consentendo di irrigare soltanto una parte delle superfici coltivate.
La situazione appare ancora più critica nel Veneto Orientale, in particolare nell’area di San Michele al Tagliamento, dove i campi soffrono ormai da settimane la totale assenza d’acqua.
«Ho 59 anni e non avevo mai vissuto una situazione del genere. Non c’è una goccia d’acqua. I tecnici del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale stanno facendo il possibile, ma servono interventi strutturali. Oltre il Tagliamento, in Friuli, l’acqua c’è: occorrono piani irrigui adeguati», racconta l’agricoltore Stefano Zulianello.
A preoccupare sono soprattutto le colture estive. «Le alte temperature di giugno hanno letteralmente bruciato il mais non irriguo e compromesso la maturazione delle spighe», spiega la presidente di Cia Venezia Federica Senno. «Per mais e soia basterebbe riuscire ad arrivare a fine luglio con un’irrigazione di soccorso per salvare almeno parte della stagione, ma i bacini sono ormai vuoti e la rete consortile non riesce più a garantire i quantitativi necessari».
Per Cia Venezia è ormai indispensabile cambiare approccio. «Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze. La crisi idrica deve essere considerata una condizione strutturale e non più eccezionale. Servono bacini di accumulo capaci di trattenere l’acqua nei periodi di abbondanza e renderla disponibile quando le precipitazioni vengono a mancare», conclude Senno.