Territorio

Jesolo, l’amministrazione investe nel sociale tra bonus bebè, scuole e nuovi servizi per l’infanzia

31 Luglio 2026

Nuove risorse per famiglie, infanzia e servizi educativi. Il consiglio comunale di Jesolo ha approvato ieri sera la variazione di bilancio che rafforza gli investimenti nel sociale, confermando questo settore tra le priorità dell’amministrazione. Tra gli interventi spiccano i 105 mila euro destinati ai centri estivi e l'aumento del contributo alle scuole dell’infanzia, che sale a quasi 300 mila euro.

Le maggiori risorse consentiranno agli istituti di far fronte all’aumento dei costi di gestione, legati ai rinnovi contrattuali, agli adempimenti amministrativi e alle coperture assicurative, con l’obiettivo di mantenere stabili le rette per le famiglie. L’amministrazione sta inoltre valutando un incremento dei contributi ai nidi e prosegue l’iter per l’attivazione della "Sezione Primavera" alla scuola Mirò dell’Istituto Comprensivo "G. D’Annunzio", progetto che permetterebbe di accogliere fino a dieci bambini tra i 24 e i 36 mesi.

«Con questa variazione di bilancio confermiamo il nostro impegno nel rafforzare la rete dei servizi dedicati alle famiglie – afferma il sindaco Christofer De Zotti –. Dopo Venezia, Jesolo è il Comune della Città Metropolitana che investe maggiormente nel sociale. È una scelta precisa perché servizi di qualità rendono una città più attrattiva e capace di sostenere la crescita demografica».

Nel corso della stessa seduta il consiglio comunale ha inoltre approvato all’unanimità il regolamento che rende strutturale il bonus nuovi nati, introdotto in via sperimentale nel 2022. La misura ha già sostenuto oltre 570 famiglie con più di 250 mila euro erogati. Nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando per i bambini nati nel 2025, con un contributo di 650 euro.

Il sindaco ha infine smentito le voci secondo cui la maggior parte delle risorse sociali sarebbe destinata a cittadini stranieri. «Sono fake news – precisa De Zotti –. Basti pensare che, sul bonus bebè erogato lo scorso anno, i beneficiari stranieri sono stati soltanto 12 su quasi 150 complessivi».