Ulss4, miopia in crescita tra i giovani del Veneto Orientale, coinvolti oltre 5 mila ragazzi
22 Maggio 2026Nel territorio dell’Ulss4 Veneto Orientale sono circa 5.300 i ragazzi tra gli 8 e i 15 anni colpiti da miopia. Un dato che riguarda quasi un giovane su tre nella fascia d’età considerata e che conferma una tendenza sempre più evidente anche a livello internazionale, dove le stime scientifiche indicano che entro il 2050 metà della popolazione mondiale potrebbe essere miope.
Il tema è stato affrontato nel corso di un incontro ospitato a Villa Braida e promosso da Giorgio Santin, direttore dell’Unità operativa complessa di Oculistica dell’Ulss4, insieme a specialisti dell’area oftalmologica e pediatrica. Al centro del confronto l’aumento della miopia in età evolutiva, le possibilità di diagnosi precoce e l’importanza della prevenzione attraverso un lavoro condiviso tra diverse figure sanitarie.
Secondo gli specialisti, a incidere sulla crescita dei casi sono sia fattori genetici sia cambiamenti nello stile di vita, con sempre meno tempo trascorso all’aria aperta e una presenza crescente di dispositivi digitali nella quotidianità di bambini e adolescenti. “Oggi possiamo intervenire in età precoce ed è importante farlo – spiega Santin –. Sono a disposizione dispositivi ottici di ultima generazione con i quali è possibile rallentare la progressione miopica. Di qui l’importanza degli screening per una diagnosi precoce”.
Tra le indicazioni più rilevanti emerge quella di garantire almeno due ore al giorno all’aperto ai più giovani, abitudine che contribuisce a ridurre la comparsa e l’evoluzione della miopia. Fondamentale anche il ruolo dei pediatri, chiamati a sensibilizzare le famiglie sull’uso corretto degli schermi fin dai primi anni di vita.
“Non dobbiamo demonizzare i device, perché fanno parte della vita quotidiana – aggiunge Antonella Tonetto, direttrice della Pediatria dell’Ulss4 –, ma devono arrivare nelle mani dei ragazzi quando sono in grado di gestirli consapevolmente”. Le linee suggerite prevedono nessuna esposizione agli schermi sotto i due anni, un massimo di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni e non oltre due ore dai 5 anni in avanti.
L’azienda sanitaria punta ora su un approccio multidisciplinare che coinvolga oculisti, pediatri, ottici e ortottisti, con screening periodici e presa in carico precoce dei giovani pazienti.
“La salute visiva dei bambini e degli adolescenti è una priorità che non possiamo trascurare”, sottolinea il direttore generale Carlo Bramezza, evidenziando la necessità di investire sulla prevenzione e sulla collaborazione con le famiglie.
(Nella foto, il dott. Giorgio Santin)