Veneto Orientale, sospensione zuccherificio di Pontelongo, ripercussioni anche in Veneto Orientale
7 Marzo 2026C’è forte preoccupazione in tutto il territorio dopo l’annuncio, avvenuto nei giorni scorsi da parte di Coprob -Italia Zuccheri, della sospensione stagionale dell’impianto di Pontelongo per il 2026, mettendo a rischio circa 200 posti di lavoro diretti e l’indotto della filiera bieticolo-saccarifera. Il Veneziano è al secondo posto in Veneto con i suoi 1530 ettari contrattualizzati e ben 70 aziende produttrici. Tra le aziende del settore c’è la Frassina di Caorle.
«Da un’indagine interna tra i soci coltivatori – afferma il titolare Carlo Pasti – risulta che i costi di produzione annuali si attestano attorno ai 2500/2800 euro per ettaro, che è più o meno il guadagno che si ricava dalla vendita delle barbabietole: in queste condizioni è evidente che l’agricoltore non può farcela. O riusciamo ad aumentare la produzione per ettaro oppure la coltura verrà abbandonata. C’è poco da star sereni».
La crisi del comparto bieticolo-saccarifero porta con sé conseguenze negative per i produttori, per i lavoratori, i contoterzisti e per tutto l’indotto.
«Chiediamo – sottolinea Stefano Tromboni, presidente Confagricoltura Venezia – un tavolo di confronto nazionale con tutti gli attori del comparto bieticolo-saccarifero per rilanciare la produzione di zucchero 100% italiano. Il settore soffre di un forte calo delle superfici investite e della produzione, con una diminuzione della superficie che ha visto quasi un dimezzamento della superficie investita a bietole nel 2025 ».
In settimana l’assessore regionale all’Agricoltura, Dario Bond, ha presieduto il tavolo di confronto con le organizzazioni agricole, le categorie economiche e i sindacati. Al termine dell’incontro è stato condiviso un documento indirizzato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Ministero dell’Agricoltura chiedendo l’attivazione urgente di un tavolo interministeriale al fine di individuare soluzioni industriali per l’abbattimento dei costi energetici a carico dell’azienda».