Territorio

Portogruaro, il 2026 dell’Avis territoriale, riparte dopo un anno di cambiamenti e risultati solidi

31 Marzo 2026

Un anno di trasformazione e consolidamento per Avis Portogruaro, che guarda al 2026 forte di un 2025 segnato da importanti novità organizzative e da una partecipazione ancora significativa della comunità. L’assemblea annuale della Comunale “D. De Iseppi” ha rappresentato non solo un passaggio formale, ma anche un momento di riflessione sul valore del dono e sul percorso condiviso dell’associazione.

Tra le principali svolte dell’ultimo anno spicca il trasferimento della sede ai nuovi spazi di via Mazzini, nel cuore della città. Parallelamente, l’introduzione del sistema EmoLife ha reso possibile l’integrazione tra i centri trasfusionali del Veneto, permettendo ai donatori di effettuare le donazioni su tutto il territorio regionale. A questo si aggiunge Assoweb, piattaforma digitale che semplifica la gestione delle attività associative e amministrative, insieme al nuovo Portale del donatore, pensato per rendere più immediata la prenotazione.

I dati del 2025 confermano l’impegno della comunità, con 1.397 donazioni complessive. Di queste, 1.149 riguardano sangue intero, 210 plasma e 38 piastrine. I soci sono 933, di cui 900 donatori attivi. Un segnale incoraggiante arriva dall’aumento dei nuovi donatori, con 47 prime donazioni registrate.

Il presidente Pasquale Massaro ha sottolineato come, «nonostante il lieve calo, il contributo resti fondamentale per garantire l’autosufficienza nazionale di globuli rossi», mentre invita a rafforzare la donazione di plasma, essenziale per la produzione di farmaci plasmaderivati.

Grande attenzione è stata dedicata anche alla sensibilizzazione, in particolare attraverso il Progetto Scuola che ha coinvolto tutti gli istituti superiori di Portogruaro, portando tra i giovani la cultura del dono. Un impegno che continua anche nel 2026, con l’obiettivo di rafforzare una rete solidale.

«Essere soci AVIS non significa solo compiere un gesto sanitario – ha concluso Massaro –, ma testimoniare un’idea di società nella quale nessuno è lasciato solo. Il sangue non si fabbrica in laboratorio: il futuro della vita è nelle nostre mani»