Veneto Orientale, e-mail ingannevoli, Adiconsum: “Attenzione alla truffa sul falso rinnovo della tessera sanitaria”
14 Gennaio 2026C’è anche la tessera sanitaria sulla lista delle varie truffe che circolano negli ultimi tempi sul web. Adiconsum Venezia, infatti, segnala una nuova e pericolosa campagna di phishing (truffa effettuata su internet) che sta colpendo un numero crescente di cittadini, anche della provincia di Venezia, attraverso e-mail ingannevoli che simulano comunicazioni ufficiali per il rinnovo del documento personale. Come chiarito dal Ministero della Salute, si tratta di messaggi fraudolenti che invitano l’utente a cliccare su un link per procedere a un presunto rinnovo della tessera. Il collegamento rimanda in realtà a siti web falsi, graficamente simili a quelli istituzionali, dov’è richiesto l’inserimento di numerosi dati personali e sensibili. Tali informazioni possono poi essere utilizzate per finalità illecite, tra cui furti d’identità, clonazione di documenti o frodi finanziarie.
«Il Ministero della Salute – ricorda la presidente di Adiconsum Venezia Jacqueline Temporin Gruer – non invia email con link per il rinnovo della tessera sanitaria. Inoltre la tessera sanitaria ha una validità di sei anni e, salvo smarrimento o furto, non è necessario richiederne il rinnovo perché alla scadenza, la nuova tessera viene spedita automaticamente all’indirizzo di residenza. Non solo, eventuali richieste o verifiche devono essere effettuate esclusivamente tramite i canali ufficiali, come il sito dell’Agenzia delle Entrate».
Adiconsum Venezia invita tutti i cittadini a prestare la massima attenzione, a non cliccare su link sospetti e a non fornire mai dati personali tramite email o siti non ufficiali. In caso di dubbio, è fondamentale verificare la comunicazione e rivolgersi alle associazioni dei consumatori o alle autorità competenti.
«Siamo a disposizione – prosegue la presidente Temporin Gruer – per fornire assistenza, informazioni e supporto alle persone che ritengano di essere state vittime di tentativi di truffa o che abbiano già inserito i propri dati su siti sospetti».