Meolo, il sindaco Pavan sul futuro del Veneto orientale
27 Gennaio 2026Anche il sindaco di Meolo, Daniele Pavan, fa sentire la sua voce sul tema Città Metropolitana. «La questione sollevata dal sindaco Teso riporta al centro un nodo irrisolto e, come è evidente, profondamente sentito in modo trasversale», dice Pavan, «Non liquiderei con superficialità l’ipotesi della provincia del Veneto Orientale, riducendo il dibattito alla semplificazione secondo cui “più grande” significherebbe automaticamente “più efficiente”. La storia, fin dalle grandi conquiste imperiali, insegna che il governo di territori ampi ed eterogenei tende nel tempo a generare squilibri e, talvolta, vere e proprie implosioni».
«Se affermiamo, come spesso si fa, che la nostra provincia è unica perché Venezia è unica, allora anche la macchina amministrativa dovrebbe avere un assetto altrettanto unico», continua Pavan, «Oggi, invece, a partire dal sindaco di una città complessa come Venezia, si pretende una governance efficace anche dell’intero territorio provinciale, con evidenti limiti strutturali».
«È inoltre sotto gli occhi di tutti che il nostro contesto non è assimilabile a una vera area metropolitana, né lo sarà realisticamente in futuro, anche alla luce delle nuove norme sul consumo di suolo», aggiunge il sindaco di Meolo, «Finché non si costruirà un assetto rappresentativo equilibrato, capace di tenere insieme interessi che talvolta sono oggettivamente divergenti rispetto a un Venezia-centralismo di fatto, è inevitabile che il Veneto Orientale continui a percepirsi come territorio di serie B».
«O si affronta questo tema con una volontà davvero risolutiva, oppure il rischio concreto è un progressivo impoverimento del territorio, in particolare dell’entroterra, a favore di un continuo spostamento dell’asse decisionale ed economico verso Venezia o le sole aree turistiche a essa direttamente collegate», conclude Pavan.