Jesolo, dalla scuola all’Antartide, gli studenti della Michelangelo dialogano con i ricercatori
24 Gennaio 2026Un collegamento in diretta con il cuore dell’Antartide ha trasformato una mattinata di scuola in un viaggio ai confini del mondo. Nella mattinata di ieri dieci classi della Scuola secondaria Michelangelo hanno dialogato, direttamente dalle proprie aule, con i ricercatori della Stazione scientifica Mario Zucchelli, vivendo un’esperienza capace di unire conoscenza, emozione e immaginazione.
Dopo settimane di preparazione, gli studenti hanno rivolto domande su temi cruciali e attuali: dallo scioglimento dei ghiacciai all’innalzamento dei mari, dalle minacce all’ecosistema antartico alla vita del krill e degli organismi polari, fino all’adattamento dell’uomo alle condizioni estreme. Grande interesse ha suscitato anche lo studio delle carote di ghiaccio, veri e propri archivi naturali che conservano la memoria del clima passato e aiutano a comprendere gli scenari futuri.
L’incontro si inserisce nel progetto AUSDA – Adotta una scuola dall’Antartide, promosso dall’Unità Tecnica Antartide dell’ENEA, che da oltre 25 anni porta la scienza polare nelle scuole attraverso il dialogo diretto con i ricercatori impegnati nelle spedizioni. Un modello formativo innovativo che permette di conoscere da vicino il lavoro scientifico in uno degli ambienti più estremi del pianeta, laboratorio naturale unico per lo studio dei cambiamenti climatici e della storia della Terra.
Dalla penisola rocciosa della Terra Vittoria, circondata da ghiacciai e condizioni proibitive, i ricercatori hanno risposto alle curiosità degli studenti, mostrando come ogni giorno la ricerca contribuisca alla tutela del futuro del pianeta. Un’esperienza che rafforza il percorso STEM della scuola Michelangelo e che anticipa nuove iniziative, come l’uscita serale di fine gennaio dedicata all’osservazione della Luna e dei pianeti.
«Un grazie speciale alla comunità scientifica della Stazione Mario Zucchelli per la disponibilità, la professionalità e l’impegno con cui rendono possibile la ricerca in uno dei luoghi più difficili del pianeta; ai nostri docenti, sempre pronti a cercare opportunità coinvolgenti e di grande valore culturale» commenta la dirigente scolastica Simona Da Re.