Territorio

Ambiente, Operazione Fiumi 2025: Per Legambiente il Livenza resta il caso più critico

5 Gennaio 2026

La qualità dei fiumi veneti migliora solo a tratti. È la fotografia che emerge dal report finale di Operazione Fiumi 2025, la campagna di monitoraggio di Legambiente che, anche quest’anno, non registra passi avanti significativi su batteri fecali e glifosate, mentre conferma una presenza diffusa di PFAS lungo quasi tutti i corsi d’acqua analizzati.

Il report conclude la campagna “Operazione fiumi – Esplorare per custodire”, che ha coinvolto volontari in 13 fiumi del Veneto, dal Po al Piave, con il supporto tecnico di ARPAV. In totale sono stati raccolti 116 campioni in 53 punti, analizzati per Escherichia coli, glifosate e, dal 2024, anche PFAS.

Particolarmente preoccupante resta lo stato del Livenza. I dati confermano criticità strutturali: elevate concentrazioni di batteri fecali nell’alto corso, legate a una depurazione ancora insufficiente, e una qualità chimica compromessa dalla presenza costante di PFOS lineare e pesticidi, tra cui la Terbutrina, vietata in Europa dal 2003 ma ancora rilevata nelle acque.

Nel dettaglio, i campionamenti di Legambiente hanno evidenziato superamenti del limite di legge per l’Escherichia coli in tre stazioni di alta pianura, mentre la situazione migliora a valle, segno degli investimenti effettuati nella depurazione. Il glifosante è presente sotto i limiti di legge, ma i monitoraggi ufficiali ARPAV segnalano superamenti dei valori medi annui. Allarmante, infine, il dato sui PFAS.

Secondo Legambiente, il caso Livenza dimostra la necessità di un’azione coordinata tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, sia sul fronte della depurazione sia sul controllo dell’uso di pesticidi e delle fonti di contaminazione da PFAS. Una richiesta che si inserisce in un quadro regionale eterogeneo, dove bacini come Piave e, in parte, Adige mostrano condizioni migliori, mentre le aree di pianura restano sotto pressione.