Veneto Orientale, Truffe online, l’ultima frontiera si chiama “Spoofing”
25 Ottobre 2025Fingersi un’altra persona, un’azienda, un’ente pubblico o un’istituzione con l’obiettivo di impossessarsi delle credenziali di accesso al conto corrente della vittima inducendola, alla fine, a effettuare pagamenti o bonifici bancari. E’ l’ultimo raggiro rilevato dai carabinieri nell’ambito delle casistiche delle cosiddette truffe online, fenomeno che purtroppo resta ancora diffuso. A lanciare l’allarme è il Comando provinciale dei militari dell’Arma, che invita la cittadinanza a prestare sempre la massima attenzione. Gli ultimi casi rilevati fanno riferimento a un tipo di truffa in cui il modus operandi è spesso il medesimo. Sul cellulare della vittima arriva un finto messaggio di un’azienda europea leader nei pagamenti digitali che offre servizi a banche, aziende, esercenti e consumatori, nel quale viene segnalato un movimento sospetto dal conto bancario della potenziale vittima.

Il correntista viene invitato a contattare un finto operatore della banca o della società che fornisce i servizi di pagamento digitale che, con modi affabili ma convincenti, “rassicura” la vittima dicendole che la vicenda sarà immediatamente segnalata ai carabinieri e che quest’ultimi provvederanno a contattarla il prima possibile. Poco dopo, effettivamente, la vittima riceve una chiamata con un numero telefonico corrispondente a quello di un comando dei carabinieri o di altre forze di polizia grazie ad appositi programmi informatici. Dall’altra parte della cornetta c’è una persona che si presenta come un appartenente alle forze dell’ordine, utilizzando spesso i nomi reali per ingannare la vittima qualora quest’ultima effettuasse un veloce riscontro sul web. A questo punto, gli scenari che vengono spesso prospettati sono quelli di richiedere la collaborazione della vittima per individuare e sorprendere in flagranza il colpevole di una fantomatica truffa ai suoi danni, spesso indicato come un dipendente della banca.
La persona offesa viene pertanto invitata a recarsi presso la sede della propria filiale per effettuare un bonifico, utilizzato appunto come “esca”, con l’ ”intesa” che il relativo importo le sarà immediatamente accreditato una volta incastrato il dipendente infedele. In realtà succede che, una volta effettuato il bonifico, la somma di denaro sparisce dal conto corrente ricevente, che viene immediatamente chiuso. I carabinieri ed in generale le forze dell’ordine non chiedono mai di effettuare bonifici o pagamenti in denaro per la buona riuscita di attività investigative, ovvero per mettere in sicurezza un conto corrente dai rischi di transazioni illecite. Chi riceve telefonate con richieste simili deve diffidare interrompendo subito la comunicazione e contattare immediatamente il 112.