Territorio

Bibione, Legambiente Veneto Orientale critica sul “nuovo assalto alla laguna di Caorle e Bibione”

15 Settembre 2025

Si dice preoccupata Legambiente Veneto Orientale in merito al progetto edilizio destinato a trasformare l’habitat naturale tra Caorle e Bibione. Secondo quanto emerso, alla foce di Porto Baseleghe sarebbe previsto un nuovo insediamento turistico su 50 ettari di aree ancora intatte, per un investimento stimato in 30 milioni di euro. Un intervento che l’associazione definisce “l’ennesimo assalto” ai pochi spazi costieri ancora naturali del Veneto orientale, in contrasto con l’impegno alla sostenibilità che ha caratterizzato altre realtà locali, come il vicino camping Capalonga.

A destare ulteriore sconcerto, sottolinea Legambiente, è il recente riconoscimento ottenuto dal progetto a Venezia, premiato per le soluzioni tecniche che garantirebbero la reversibilità delle strutture. «Premiare con etichette “ecologiche” edifici destinati a sorgere in un contesto così fragile è ridicolo – attacca l’associazione –, una giuria attenta avrebbe dovuto bocciare la scelta del sito, non esaltarla».

Legambiente, la nuova operazione appare come un’operazione di “greenwashing”, che maschera pesanti impatti ambientali dietro una facciata di sostenibilità.

La zona interessata, ricordano gli ambientalisti, ricade nella Rete Natura 2000 come Zona di Protezione Speciale e Zona Speciale di Conservazione. Habitat di lagune, barene e praterie retrodunali, fondamentali per biodiversità, paesaggio, stoccaggio di carbonio e contrasto alla crisi climatica. Un patrimonio messo ulteriormente a rischio in un territorio già fragile, come dimostrano gli allagamenti di Bibione.

Da qui l’appello: «L’Amministrazione deve anteporre l’interesse pubblico a quello privato, proteggendo il paesaggio e la laguna. Servono misure di adattamento ai cambiamenti climatici, non nuove colate di cemento». Legambiente annuncia infine battaglia, pronta a mobilitarsi con cittadini e associazioni, come già fatto in passato contro i progetti di Vallevecchia e Brussa.