Caorle, Legambiente all’attacco su Valle Vecchia: “l’oasi che ancora non c’è”
18 Agosto 2025Valle Vecchia, la “spiaggia della Brussa” di Caorle, un’oasi non lo è ancora. A denunciarlo è Legambiente Veneto Orientale, che mette in guardia: «il patrimonio ambientale del sito rischia un lento ma inesorabile declino, mentre cresce la pressione antropica senza un vero piano di gestione».
Il luogo avrebbe tutte le carte in regola per diventare una riserva naturale o addirittura il cuore di un futuro Parco della Laguna di Caorle e Bibione. Ma, spiegano gli ambientalisti, «manca una strategia di tutela capace di governare i flussi turistici e proteggere habitat fragili come dune, pinete e zone umide».
Le criticità non mancano secondo le associazioni Legambiente – Circolo Veneto Orientale, Comitato Difesa Territorio Caorle e Associazione per la laguna di Caorle e Bibione.
«Si va dalle presenze in spiaggia oltre ogni capacità di carico al parcheggio a ridosso della pineta – lamentano –. E ancora, cani liberi che disturbano la nidificazione del fratino, capanne improvvisate sulle dune, rifiuti abbandonati e sentieri tracciati senza regole. A ciò si aggiungono campeggi abusivi, passeggiate a cavallo su percorsi inadeguati, traffico acqueo incontrollato nei canali e imbarcazioni private che erodono le sponde, con conseguente danno agli habitat e aggravamento del rischio idraulico».
Il problema, secondo Legambiente, è l’assenza di una gestione attiva. Nel Contratto di Area Umida della Laguna di Caorle e Bibione le associazioni hanno da tempo chiesto di stabilire la capacità di carico turistico, differenziare i livelli di tutela, prevedere sorveglianza e accompagnamento con guide qualificate, garantire manutenzione ambientale e ridurre l’accesso in auto.
Un appello che ora viene rilanciato con forza all’amministrazione comunale di Caorle, chiamata a collaborare con Veneto Agricoltura e gli altri attori locali.
«La salvaguardia di Valle Vecchia – avverte Legambiente – è condizione necessaria per proteggere anche le attività economiche legate al turismo. Altrove i campanelli d’allarme hanno già portato a interventi concreti, qui attendiamo ancora risposte».