Territorio

Bibione, il primo miele di Val Grande, le api rigenerano la biodiversità dell’oasi bibionese

18 Agosto 2025

L’Oasi Naturalistica Val Grande festeggia la nascita del suo primo miele. Una produzione frutto di un progetto che vede le api protagoniste della rinascita della valle.

Nel cuore dell’oasi operano oggi circa venti arnie, ognuna con fino a centomila api. Collocate lo scorso autunno grazie alla collaborazione con gli apicoltori di Api in Fattoria, rappresentano un tassello fondamentale per la rinaturalizzazione del paesaggio. «Non puntavamo al miele, ma a rigenerare il prato di Val Grande – spiega il naturalista Giosuè Cuccurullo –. Le api accelerano la formazione di un prato stabile, favorendo la biodiversità».

Sette ettari sono stati oggetto di una radicale riconversione ecologica, da tre sfalci meccanici annui si è passati a un solo sfalcio tardivo con rimozione del fieno, divieto di calpestio e, presto, pascolo controllato di cavalli. Un equilibrio che ha già favorito il ritorno della primula farinosa, assente da oltre vent’anni.

Il miele prodotto è solo quello in esubero rispetto al fabbisogno delle api. La smielatura primaverile offre un gusto cremoso e cristallizzato, grazie a fiori spontanei come tarassaco e biancospino; quella estiva, ribattezzata “Laguna”, raccoglie invece i nettari delle barene, con note dolci e lievemente saline uniche nel panorama nazionale.

«È un miele che racconta Bibione – sottolinea l’apicoltrice Tiziana Moretti –. Le api si nutrono solo di piante spontanee e non trattate, diventano più robuste, non necessitano di alimentazione artificiale e riescono persino a difendersi naturalmente dalla varroa».

Oltre al valore gastronomico, l’esperimento assume rilievo scientifico. In un ecosistema incontaminato è possibile osservare come ambiente e salute degli alveari siano strettamente connessi.

Il miele è disponibile, fino a esaurimento, presso la biglietteria dell’Oasi (via Baseleghe 2). Inoltre, ogni mese sono in programma visite guidate con gli apicoltori per scoprire il mondo delle api e degustare il frutto più dolce della biodiversità.