Territorio

San Donà-Jesolo, le analisi di Legambiente promuovono il Piave, ma attenzione al rischio idrogeologico

21 Giugno 2025

Con la presentazione dei risultati delle analisi sulle acque del Piave, si è conclusa “Operazione fiumi – Esplorare per custodire 2025”, la campagna che ha visto Legambiente monitorare, con il supporto di Arpav, lo stato di salute di 13 fiumi veneti. Sul Piave sono stati 7 i punti di campionamento: due in provincia di Belluno, tre nel trevigiano, quindi a San Donà e Jesolo.

I riscontri hanno confermato anche quest’anno un buono stato di salute chimica del Piave, che non ha evidenziato criticità sul piano della depurazione né sul piano degli inquinanti come glifosate e Pfas.

Il Piave si attesta sopra la media della qualità dei fiumi del Veneto, con uno stato chimico definito “buono”, senza rilevare superamenti per le sostanze pericolose, compreso il Pfos lineare onnipresente negli altri fiumi del Veneto. Anche la qualità biologica ed ecosistemica risulta buona o elevata nel 67% dei punti monitorati.

“Le ragioni di questo stato di salute chimica soddisfacente”, spiegano da Legambiente, “vanno ricercate nella conformazione del bacino del Piave, che riceve il grosso dei contributi dalla zona del bellunese e scarsi in pianura, potendo così non risentire di contaminazioni diffuse dall’agricoltura, né da pesanti insediamenti industriali”.

“Il fiume sta bene, motivo in più per valorizzarne gli aspetti ambientali, aumentando i livelli di protezione e opere di adattamento ai cambiamenti climatici” commenta Giulia Bacchiega, portavoce di “Operazione fiumi”, “Torniamo a ribadire i temi già proposti nella nostra lettera ai Comuni rivieraschi, inviata nel 2021. Crediamo sia necessario proteggere il fiume e la biodiversità che lo attraversa, così come ripensare i modelli di sfruttamento idroelettrico e agricolo per evitare carenze idriche o eccessive portate che mettono a rischio la sicurezza delle popolazioni. Torniamo a chiedere di rivedere la progettazione delle opere presenti e future lungo il percorso, con criteri per renderle ambientalmente sostenibili e al servizio della transizione ecologica. Serve inoltre uno stop al consumo di suolo lungo il fiume”.