San Donà, Dradura Italia (ex Omim) annuncia 45 esuberi
16 Maggio 2025Le segreterie provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil “esprimono forte preoccupazione e totale contrarietà” rispetto al piano di esuberi annunciato da Dradura Italia per il sito di San Donà. La filiale italiana del gruppo tedesco Dradura ha annunciato un piano di esuberi di 45 dipendenti (su 146) dello stabilimento di via Kennedy. “La dichiarazione di 45 esuberi e l’intenzione di ricorrere al contratto di solidarietà rappresentano l’ennesimo esempio di crisi industriale gestita interamente a scapito delle lavoratrici e dei lavoratori”, denunciano i sindacati,
“È inaccettabile che, per mesi, la direzione aziendale abbia minimizzato la situazione, parlando di difficoltà sotto controllo, salvo oggi comunicare la presenza di gravi perdite economiche per centinaia di migliaia di euro. Una crisi così profonda non può essere emersa all’improvviso: è evidente che si è scelto consapevolmente di non affrontare per tempo i problemi, evitando il confronto”.
“Pur riconoscendo il contesto complicato, segnato dal calo degli ordinativi e dalla perdita di importanti commesse, tra cui quella di Ikea, denunciamo l’assenza di qualsiasi visione industriale”, continuano i sindacati, “Non esiste nel comunicato stampa aziendale un piano di rilancio, né un progetto che parli di diversificazione: solo tagli al personale, come soluzione unica e immediata. Non possiamo accettare che, dopo anni di sacrifici, cassa integrazione e sospensioni, i lavoratori siano ancora una volta l’unica leva sulla quale si agisce per far quadrare i conti. È necessario un cambio di rotta immediato: serve un piano industriale credibile, che garantisca continuità produttiva e occupazionale per il territorio”.
Fim, Fiom e Uilm chiedono all’azienda “trasparenza, responsabilità e un confronto vero”. “Non ci limiteremo a discutere di ammortizzatori sociali”, concludono i sindacati, “Vogliamo garanzie occupazionali, impegni contrattuali concreti e una strategia chiara per il futuro del sito di San Donà”.
Martedì prossimo si terrà un incontro con l’azienda e a chiederlo è stata l’Unità di crisi della Regione Veneto.