Territorio

Caorle, oche e caprioli devastano i campi di grano

10 Febbraio 2025

La situazione agricola nel Veneto orientale sta diventando insostenibile: centinaia di ettari coltivati a grano a Marango di Caorle sono stati spazzati via, strappati e mangiati da stormi di oche. Questo fenomeno, già preoccupante in passato, sta raggiungendo livelli critici, con gravi conseguenze per gli agricoltori della zona.

Andrea Pegoraro, presidente di Coldiretti Portogruaro, esprime la sua preoccupazione: “Di anno in anno vediamo aumentare a dismisura le popolazioni di oche sui campi coltivati, creando danni gravissimi che purtroppo nessuno risarcisce. Le assicurazioni non coprono i danni, in quanto i terreni si trovano in aree protette, lasciando gli agricoltori in una situazione di totale abbandono”.

La condizione è ulteriormente aggravata dalla crescente invasione di caprioli. Questi animali, una volta migratori, sembrano ora aver trovato nel nostro territorio un habitat stabile, agendo indisturbati e senza timore della presenza umana. “In passato, le oche migravano dal Nord Europa verso le nostre coste in determinati periodi dell’anno, ma ora si sono stabilizzate, provocando danni ripetuti e insostenibili”, continua Pegoraro.

L’impatto economico è devastante per gli agricoltori locali, che si trovano ad affrontare perdite significative. “Non possiamo più tollerare questa situazione. È necessario un intervento urgente da parte delle istituzioni per trovare soluzioni che possano garantire la salvaguardia del lavoro dei nostri agricoltori”, afferma Tiziana Favaretto presidente di Coldiretti Venezia.

Coldiretti invita le autorità competenti a prendere in considerazione misure di gestione della fauna selvatica.

“La situazione attuale richiede un’azione tempestiva- ribadisce Tiziana Favaretto- le oche e i caprioli fanno parte delle specie protette quindi è necessario trovare un nuovo protocollo che preveda azioni possibili di contenimento, con l’auspicio che si prevedano altresì dei risarcimenti agli agricoltori che meritano di essere supportati e protetti nella loro attività”.