Caorle, l’indagine “beach litter” dei volontari Legambiente alla spiaggia della Brussa
28 Febbraio 2025Da anni centinaia di volontari di Legambiente monitorano un campione di spiagge italiane, su un tratto predefinito di 100 metri, al fine di classificare i rifiuti dispersi (il cosiddetto marine litter o beach litter). Un progetto di citizen science che punta a tenere alta l’attenzione su questa emergenza che colpisce duramente i lidi.
«La fotografia scattata sulle nostre spiagge è sempre, purtroppo, impietosa: le spiagge rimangono l’indecorosa pattumiera delle nostre attività, la testimonianza di abitudini scorrette e nocive per l’ambiente» riporta l’associazione ambientalista sul proprio sito nella pagina dedicata al progetto “Indagine Beach Litter”.
Ieri i volontari di Legambiente Veneto Orientale – Circolo “Pascutto-Geretto” si sono concentrati sulla spiaggia della Brussa, a Caorle.
«Una spiaggia pulita, all’ apparenza, che purtroppo nasconde molti rifiuti – ha spiegato Maurizio Billotto del circolo –. Il campionamento si svolge con le stesse modalità e di superficie campionata, lungo tutte le coste italiane a cura dei volontari di Legambiente. Il nostro circolo lo attua da oltre 12 anni campionando a turno o in contemporanea le spiagge della Brussa e del Mort.
Anche quest’ anno non mancano le sorprese ma, soprattutto, le conferme. Come sempre sono stati numerosissimi i tappi di bottiglia, i bastoncini di cotton fioc o i pezzi di polistirolo, ma novità abbiamo trovato anche molte capsule di caffè e reti derivanti dalla pesca dei mitili».
Una spiaggia, quindi, che nonostante le recenti attività di pulizia dei volontari del territorio continua a mostrarsi “sommersa” di plastiche e microplastiche.
«Entro i prossimi 10 giorni – conclude Billotto – procederemo con la stessa attività di campionamento anche alla spiaggia del Mort, tra Jesolo ed Eraclea».
I dati raccolti, infine, confluiranno nell’annuale rapporto nazionale di Legambiente.