Portogruaro, al Luzzatto la mostra “Libro e Moschetto”: in biblioteca pezzi unici della famiglia Bertolini
17 Gennaio 2025Un progetto didattico che trasforma studenti e studentesse in protagonisti attivi della narrazione storica. Questo l’input alla base della mostra “Libro e Moschetto” – Il Fascismo nella Biblioteca di una famiglia portogruarese del ‘900”, evento che verrà inaugurato domani alle 11 all’istituto “Luzzatto” di Portogruaro.
L’iniziativa, coordinata dal professor Vincenzo Gobbo, è il frutto del lavoro della classe 5E RIM, che ha approfondito la linea temporale del XX Secolo attraverso un approccio laboratoriale e innovativo, comprendente metodi interattivi come il debate, la flipped classroom e il peer-to-peer learning. Gobbo ha sottolineato come la conoscenza del Novecento italiano rivesta un ruolo fondamentale nella formazione di una coscienza storica e civica degli studenti impegnati nell’ultimo anno del ciclo scolastico.
La mostra, che trova spazio nella biblioteca della scuola, intende offrire a tutti gli studenti e al pubblico un’esperienza diretta e immersiva nella storia del Novecento, articolandosi in due sezioni principali. La prima è quella dedicata alla Grande Guerra (1914-1918): un’esposizione su pannelli realizzati in collaborazione con il “Centro Aldo Mori”, per raccontare le vicende del Primo Conflitto Mondiale, con un focus sugli eventi locali e il loro impatto sulla popolazione. La seconda, invece, sul Fascismo, con un percorso sulla propaganda fascista attraverso testi a stampa originali, arricchiti da schede didascaliche preparate dagli studenti e dalle studentesse, per stimolare un’analisi critica e consapevole.
«La biblioteca dell’istituto – ha raccontato la dirigente scolastica Claudia Antonini – conserva parte della biblioteca della famiglia Bertolini, comprendente pubblicazioni difficili da reperire, edite sotto l’egida del Partito Fascista. È un punto di incontro fra scuola e territorio, collabora con il mondo del libro, con le istituzioni culturali, desidera coinvolgere le famiglie e assume a riferimento modelli di sperimentata efficacia quali reti regionali».