Territorio

Portogruaro, le spoglie del soldato Morassutto tornano a Portogruaro

29 Ottobre 2024

Il prossimo 6 novembre tornerà a casa, nella sua Portogruaro, dove era nato esattamente 100 anni prima, ossia il 6 novembre del 1924. Una coincidenza del fato o forse la chiave di lettura di una storia, quella di Amedeo Morassutto, che merita di essere raccontata.

Soldato del 25° Reggimento di Artiglieria, Amedeo viene catturato dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 e portato in Germania come internato militare italiano nello Stalag II A di Neubrandenburg, dove gli viene assegnato il numero di matricola 104070. Muore a Hemer il 1° marzo 1945 e viene inumato in prima sepoltura nel cimitero italiano di Hemer/Iserlohn. Nella seconda metà degli anni ’50, su disposizione del Commissario Generale per le onoranze ai caduti in Guerra, viene fatto esumare e viene traslato nel Cimitero militare Italiano d’onore di Francoforte sul Meno. Ora, per la famiglia, è iniziato il conto alla rovescia per il rientro delle spoglie.

«L’ultima persona della famiglia che aveva visto Amedeo in vita -raccontano i nipoti Sara ed Amedeo Morassutto- fu il fratello Giovanni, nostro padre, classe 1923 e di appena un anno d’età in più. Si videro in stazione dei treni a Trieste: uno si trovava nella carrozza di un treno che l’avrebbe portato a Napoli e Amedeo nella carrozza di un treno diretto verso il nord. Nessuno dei due conosceva la propria destinazione né il proprio destino, si videro dal finestrino e non riusciamo neanche ad immaginare cosa possa essere passato nelle loro menti e nei loro cuori».

Amedeo Morassutto, una volta prigioniero, disse no alla possibilità di continuare a combattere a fianco dei tedeschi o con la Repubblica di Salò. Una scelta come quella adottata da circa 650mila soldati italiani, che poi dovettero affrontare una prigionia incerta e violenta.

Dalla morte avvenuta il 1° marzo 1945, l’atto di morte viene trascritto dall’Ufficio di Stato Civile del Comune di Portogruaro nel maggio 1954, dopo 9 anni di corrispondenze tra Croce Rossa Italiana, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Difesa, distretto militare di Venezia e Comune di Portogruaro. E’ del 20 agosto del 1946 la deposizione avvenuta presso la stazione dei carabinieri di Bassano del Grappa del tenente cappellano Padre Lega, unica persona ad aver visto Amedeo morire.

La medesima comunicazione arrivò, quindi, via lettera, per il tramite del parroco di Giussago Don Antonio Buttignol, alla famiglia facendola sprofondare nel dolore e nella disillusione di poterlo riabbracciare. La sua mamma, Amabile Cenedese, da quel momento indossa il lutto fino alla sua morte. Ogni anno successivo alla tragica notizia, Amabile chiederà al nipote Amedeo (chiamato così per onorare il ricordo del figlio) di recarsi, in occasione delle festività di tutti i Santi, alla lapide dei caduti posta sul campanile della Chiesa di Giussago, con dei fiori. Proprio il luogo dove, dal prossimo 6 novembre, riposerà anche il soldato Amedeo Morassutto, accanto all’amata mamma.