Jesolo-Cavallino Treporti, un progetto Iuav per l’adattamento delle aree ai cambiamenti climatici
5 Marzo 2024Continua l’impegno dell’Università Iuav di Venezia sul fronte della tutela delle aree umide. Parte a marzo il nuovo progetto Interreg GREW (Governance of Wetlands in Italy-Croatia cross border region), che consolida i contratti di area umida già firmati grazie al precedente progetto CREW, che includeva anche il contratto di area umida per la Laguna nord di Venezia.
Il progetto GREW porterà alla firma di otto contratti di area umida pilota come accordi negoziati su base volontaria per l’adattamento ai cambiamenti climatici di altrettante zone umide costiere transfrontaliere Italia-Croazia, tra cui la Laguna nord di Venezia.
Con un budget di 2.619.600 euro, finanziati all’80% dal fondo FESR e per il restante 20% dal Fondo di rotazione per l’attuazione delle politiche comunitarie, il progetto avrà una durata di 30 mesi e sarà lanciato ufficialmente l’8 marzo dall’Università Iuav di Venezia, capofila del progetto, con un evento a cui parteciperanno i rappresentanti degli otto partner progettuali.
Il modello di governance dei contratti di area umida acquista un valore aggiunto quando viene orientato a una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici.
«Per aumentare la fiducia su questo strumento, il progetto GREW realizzerà con il contributo dei cittadini una App per monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici, da mettere in uso nelle otto aree pilota. Inoltre, in ogni area sarà sviluppata una misura dimostrativa specifica di adattamento ai cambiamenti climatici, coinvolgendo le comunità locali. Infine, ma non meno importante, sarà offerta un’attività di capacity building ai gestori e agli esperti di altre zone umide transfrontaliere Italia-Croazia, insieme alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa transfrontaliero congiunto per impegnare tutte le parti ad agire oltre la fine del progetto GREW, con l’obiettivo di diffonderne i risultati e facilitare il trasferimento delle lezioni apprese», spiega Maria Chiara Tosi, referente scientifica del progetto.