Territorio

San Donà, sfuma il progetto della nuova area per Sport Outdoor e un Hub Paralimpico

7 Febbraio 2024

La decisione è stata presa dalla giunta sandonatese nella riunione di ieri, sentenziando di “ritenere non conveniente dare seguito alla redazione delle restanti fasi progettuali definitiva ed esecutive del ‘Progetto di riutilizzo della discarica di via Silos mediante realizzazione di un polo sportivo, di ciclismo e non solo – bike park’”.

L’area:

In via Silos, a San Donà, è presente l’ex discarica per rifiuti non pericolosi del territorio, affidata a Veritas S.p.A. per l’attività di gestione post-operativa.

Il Comune, tra il 2017 e il 2018, aveva avviato un processo partecipativo per cercare progetti utili a rivitalizzare l’ambiente circostante e riutilizzare le aree occupate. Un esperimento di natura sociale, con la finalità di creare un luogo di socializzazione e inclusione, per valorizzare l’area con il perseguimento di finalità di promozione sportiva, ricreativa e di aggregazione sociale della popolazione con particolare riferimento ai bisogni dei ragazzi e dei giovani.

Una manifestazione d’interesse era giunta dalla Polisportiva Sport 360 A.S.D. finalizzata all’utilizzo ludico-sportivo della discarica in post esercizio.

Il progetto:

Nelle intenzioni della Polisportiva si puntava a far diventare l’ex discarica una nuova area per Sport Outdoor e un’Hub Paralimpico per il Nord-Est, grazie a un progetto dell’ASD e sostenuto dal Comune di San Donà di Piave.

A tale scopo, nel dicembre 2021, una delegazione composta dal Campione del Mondo Moreno Argentin, l’allora sindaco di San Donà Andrea Cereser, il Presidente della ASD Polisportiva Sport 360 Nicola Manente, che riunisce otto società sportive del territorio affilate alla FCI, e il consigliere Giuseppe Clementi, avevano presentato il progetto al Presidente del CONI, Giovanni Malagò, al Presidente del CIP, Luca Pancalli e al Segretario Generale della FCI, Marcello Tolu.

L’idea era di sfruttare l’area di 20 ettari per realizzare quattro percorsi ciclabili dedicati agli appassionati di Strada, MTB, BMX e Pump Track ed iniziative permanenti dedicate all’educazione stradale. Fondamentale anche la creazione di un hub per la riabilitazione degli atleti diversamente abili in collaborazione con la Regione Veneto.

Il passo in dietro:

La recente deliberazione di giunta ha però deciso per un dietro front: “Considerato che in seguito al provvedimento non si è più dato seguito alla revisione del progetto di fattibilità tecnica ed economica presentato dalla R.T.P. aggiudicataria e che le prescrizioni in esso contenute, oltre al notevole aumento dei prezzi intercorso dalla data di presentazione del Progetto (circa il 40%) sono tali da poter comportare dei costi di realizzazione e di progettazione molto più elevati rispetto a quanto previsto dal quadro economico – riporta il documento –; considerato altresì che, continuando nella progettualità, si renderebbe necessario prevedere un piano finanziario per la costruzione e successiva gestione dell’impianto che permetta all’attività di essere sostenibile;

Ritenuto opportuno per quanto sopra descritto non proseguire nella progettualità definitiva ed esecutiva in quanto attualmente il progetto non appare sostenibile nei costi di realizzazione e gestione”.