Cronaca

Schianto sull’A13 a Bologna, muore un 47enne di Eraclea

19 Settembre 2023

Un incidente stradale, l’ennesima vittima della strada che piange il Veneto orientale: un 47enne residente a Eraclea, di origini albanesi. Ma poi l’incredibile svolta. Per gli inquirenti il 47enne sarebbe stato assassinato. In carcere, con l’accusa di omicidio, è finito l’amico 34enne che si trovava al volante. A raccontare della svolta nelle indagini è il quotidiano “Il Resto del Carlino” in edicola stamane.

L’episodio, su cui ancora sono in corso indagini e dunque necessita di massima cautela, è accaduto domenica mattina sull’autostrada A13, al chilometro 2 in direzione sud, nel tratto che attraversa il quartiere Navile, alle porte di Bologna. Per cause al vaglio della polizia stradale, una Renault Capture, su cui viaggiavano il 47enne di Eraclea e un amico di 34 anni, ha tamponato la macchina che lo precedeva, con a bordo una coppia di 65 e 56 anni. Nell’impatto la Renault è rovinata nel fossato a bordo dell’autostrada.

Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 con due ambulanze e l’elisoccorso e i vigili del fuoco. Fin qui, il racconto di quella che sembrava l’ennesima tragedia della strada. Ma agli agenti della polizia stradale del compartimento di Altedo (Bologna), intervenuti sul posto per i rilievi, qualcosa è apparso subito strano.

Le ferite all’addome presenti sul corpo del 47enne hanno insospettito gli agenti, che hanno allertato il Pm di turno della Procura di Bologna e richiesto in autostrada l’intervento del medico legale e degli agenti della squadra mobile della questura felsinea.

I sospetti si sarebbero rivelati fondati. Quelle ferite non sarebbero state dovute all’incidente, ma potrebbero essere dei fendenti sferrati con un corpo contundente. Forse un cacciavite.

All’esito delle indagini, gli agenti della questura hanno arrestato il 34enne amico dell’uomo di Eraclea e che si trovava al volante della vettura. L’ipotesi investigativa è che tra il 34enne e il 47enne di Eraclea, entrambi di origini albanesi, possa essere scaturita una lite, mentre erano in macchina. Al culmine del diverbio, il 34enne potrebbe aver afferrato il primo oggetto che gli è capitato alla mano in auto, il cacciavite, e con questo avrebbe colpito mortalmente il 47enne. Poi, nell’agitazione del momento, sarebbe avvenuto il tamponamento con l’auto che precedeva.

Il 34enne è stato rinchiuso nel carcere della Dozza, dove non avrebbe fornito ancora nessuna versione dei fatti. Le indagini della squadra mobile proseguono.