Musile di Piave, alla Fossetta assegnati i riconoscimenti della XXXII edizione de “El Vovo De Venexia”
15 Settembre 2022Il Giardino della Poesia dell’“Antica Osteria alla Fossetta”, nel Comune di Musile di Piave, ha ospitato la XXXII edizione de “El Vovo De Venexia”, storico premio istituito nel 1989 ed organizzato dall’ “Akademia Imperiale” facente capo alla scrittrice, da poco scomparsa, Romana de Carli Szabados, nota germanista e animatrice culturale.
«Il Premio viene conferito annualmente a personalità distintesi per professionalità e prestigio nei settori di: arte, cultura, giornalismo, letteratura, medicina, scienza, scuola, sport, industria ed istituzioni» spiega il coordinatore del premio Dott. Piero Turco.
Nelle precedenti edizioni è stato conferito a diverse personalità tra cui, per lo sport, si ricorda il mitico Helenio Herrera, il portiere della nazionale Lorenzo Buffon e Francesco De Piccoli, campione olimpico pesi massimi a Roma 1960. Per il turismo Arrigo Cipriani, per il giornalismo Sergio Tazzer, Armando Mondin; il Gen.(ris.) Piero Turco per le istituzioni, per la medicina Antonio Beltrame e Cesare Dal Palù, per la cultura Piero Tarticchio e il critico cinematografico Gianluigi Rondi, per la letteratura Giannantonio Paladini, il direttore della Biblioteca Marciana di Venezia Marino Zorzi.
La precedente edizione, svoltasi a Meolo, ha visto premiati: Alessandro Biz, Gianni Bordin, Francesco Ceccon, Giorgio Eberle, Bruno Creato Selvaggi, Fiorenzo Silvestri, Fabrizio Stelluto, Antonio Trampus e Benito Vignotto.
L’evento ha visto quest’anno la premiazione di sette personalità.
- Imprenditoria: Laura Gallon;
- Giornalismo: Cristiano Pellizzaro;
- Cultura: Chiara Polita;
- Ambiente: Sandra Rossin;
- Territorio: Efrem Tassinato;
- Associazionismo: Leonardo Vecchiotti;
- Istituzione: Luca Zaia.
L’Akademia Imperiale, nel corso degli anni, ha svolto i suoi convegni in varie città trivenete e friulane, prima fra tutte Venezia, dov’è sorta.
L’edizione di quest’anno è rimasta orfana però della sua fondatrice, Romana De Carli Szabados, mancata lo scorso agosto a Verona, all’età di 96 anni.
“Romana era una esule istriana, aveva lasciato Pola nel 1947 col grande esodo dopo l’occupazione jugoslava di quelle che erano state terre italiane – riportavano le colonne del Gazzettino il giorno delle sue esequie –. Da allora non aveva fatto più ritorno nella sua città. A Ca’ Foscari si era laureata in lingue, distinguendosi tra gli allievi del famoso germanista Ladislao Mittener. Per anni ha insegnato tedesco negli istituti superiori, poi è stata preside a Venezia e a Murano e Burano.
Spinta dal suo carattere e dalla voglia di fare qualcosa, Romana aveva deciso di impegnarsi alla sua maniera nella cultura veneziana, con fantasia, un pizzico di ironia e di spregiudicatezza. Ha rotto vecchi schemi, ha puntato più sulla provocazione in ogni settore delle arti che sulla cultura consolidata. Ha allargato le sue iniziative dalla città lagunare all’intero Nordest. I suoi eventi culturali, dal Premio al Giornalismo e El Vovo de Venexia, hanno superato le 30 edizioni. Tra i premiati, personaggi di spicco dell’ambiente culturale veneziano.
E’ stata capace di mettere assieme per anni il meglio della poesia veneziana, aiutando anche la pubblicazione di alcune opere.
Un percorso di provocatoria promotrice culturale ben diverso da quello seguito nella realizzazione dei suoi libri. Ha pubblicato decine di opere, tra i suoi volumi più apprezzati: Finis Austriae, Miramar addio, Mayeling il mito, Fine della Grande Guerra, Sissi, Vienna imperiale fino al sorprendente Amore e estasi. Pietro Bembo e Lucrezia Borgia, il più grande degli amori. Scrittura piacevole, ricerca storica sempre puntuale. La sua conoscenza delle lingue l’ha portata a scovare documenti negli archivi e nelle biblioteche delle grandi città dell’ex impero austroungarico”.
All’interno dell’evento al Giardino della Poesia, il ricordo anche del Coordinatore Piero Turco:
“Cara Romana
È difficile trovare le parole più idonee e meritevoli per ricordarti. Servirebbero fiumi di parole come un fiume di idee è stata la tua vita.
Esule, scrittrice, giornalista, insegnante di lingua tedesca, dirigente scolastico, traduttrice storica e curatrice di memorie storiche sull’esodo e sulla Grande Guerra. Attivissima operatrice nel campo culturale e appassionata conoscitrice della cultura mitteleuropea e della dinastia asburgica, su questi temi hai pubblicato molti volumi da essere considerata fra i massimi esperti italiani.
Sei stata una donna forte, superlativa, stravagante, gioiosa ricca di entusiasmo incontenibile, amante della vita, determinata, grandiosa maestra dello studio lessicale, un scrigno di sapere sempre aperto ai tuoi amici.
Oggi in occasione del premio e a un mese dalla tua scomparsa avvenuta il giorno prima del compimento dei tuoi 96 anni voglio in particolare ricordare e ringraziarti per la tua amicizia.
Ho imparata molto da te animatrice instancabile, capace di coinvolgere, catalizzare, condividere e amalgamare su diversi temi e fatti anche pensieri e anime contrapposte. Con me sei stata sempre prodiga e generosa nell’assegnarmi ruoli, compiti e responsabilità. Hai voluto infatti lasciare a me questa splendida, eredità culturale del premio El Vovo De Venexia indicandomi come tuo sostituto.
Io sono certamente tra i più giovani ad averti conosciuta e da subito è scattata quella intensa simpatia, comprensione e rispetto.
Nel nostro primo incontro quasi dieci anni fa mi donasti un tuo libro con una dedica che conservo gelosamente. Quel tuo saluto era un invito a mettermi in gioco in un campo per me sconosciuto e ricco di brillanti scrittori che già erano parte della tua accademia imperiale.
In questi anni e grazie a te ho imparato ad amare la scrittura, la ricerca, la storia, la verità come le vicende che riguardano l’esodo di cui tu sei stata vittima e che grazie al tuo silenzio, alla tua inquietudine ogni volta che ne parlavo con te, mi hanno fatto sempre più innamorare di questa storia. Solo di recente finalmente nelle tue opere come nelle mie interviste ti sei liberata delle tue emozioni per lungo tempo custoditi nel tuo cuore.
Tanti momenti intensi di crescita, tanti incoraggiamenti a comporre qualcosa sino a spingermi a scrivere un libro, quello sulla storia del soldato senza nome il Milite Ignoto, argomento che tanto amavi e del quale tu per prima ti sei congratulata della stesura dedicandomi una recensione che ha valorizzato ancora di più l’opera e che ha certamente contribuito ad appassionare ancora di più i lettori. Grazie Romana per quello che sei stata, una guida incessante un mentore superlativo come te l’avevo ricordato poche settimane prima della tua scomparsa quanto ti ho chiamata per aggiornarti sulla edizione del premio di quest’anno.
Ti confidavo nella nostra ultima telefonata che ero molto contento del successo editoriale ottenuto, riconoscendo gran parte di questo a te ai tuoi insegnamenti al tuo stile di studio e ricerca.
Anche allora con l’allegria di sempre non sono mancati i tuoi premurosi consigli incitandomi ad andare avanti e a custodire al meglio questo prezioso evento da te creato e custodito.
Mi sono sentito sempre piccolo dentro una accademia quella imperiale, ricca di personalità culturali forti ma nelle mie incertezze mi sentivo sicuro e protetto perché trasportato sulle spalle da un gigante. E quel gigante eri te.
Un gigante di umanità, audace e operativa a tutto campo, molti luoghi ricordano la tua presenza ma in particolare tutti noi ci ricordiamo di te. Unica, irripetibile, ci hai amato tutti anche nella nostra semplicità. Avevi sempre parole di ammirazione per tutti, ti preoccupavi di tutti, soffrivi per tutti, ricordavi tutti, non ha mai negato un sorriso a nessuno.
Una Nobil donna di un’altra epoca ma sempre viva aperta e pronta a cavalcare la modernità senza preamboli o paletti e riconoscendo nei tuoi amici la loro eccellenza.
Hai sempre lodato tutti, ci hai sempre amato tutti come una madre così come amavi il premio da te fondato e a cui hai dato tutto, in questi ultimi anni quando qualche problema fisico ti ha impedito di partecipare ci sei stata vicina ugualmente con lo spirito e con il cuore.
Tu Romana sei stata uno scrigno di cultura, una scrittrice instancabile una musa ispiratrice un faro di riferimento per tutti noi, un stimolo per leggere, scrivere, conoscere, amare la cultura, coltivare l’umanità e l’amicizia. Grazie a te ci sentiamo tutti migliori”.