Portogruarese, dopo il caldo torrido, violenta grandinata
22 Giugno 2022È in corso la verifica dei danni dopo la violenta grandinata avvenuta ieri sera sul Portogruarese nella fascia di terra che comprende le località di Annone Veneto, Pravisdomini, Pradipozzo, Summaga, Pramaggiore, Cinto Caomaggiore. Sono scesi 30mm d’acqua ma a far danni sono stati i chicchi di ghiaccio che hanno colpito viti, soia, mais, sorgo e barbabietole già in uno stato di stress a causa della drammatica siccità che non sta lasciando scampo in questo periodo.
«Non c’è pace in questa stagione complicata – ha commentato Andrea Pegoraro presidente di Coldiretti Portogruaro –. Siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con eventi estremi e una tendenza alla tropicalizzazione che procura frequenti manifestazioni violente. A cambiare è anche la dimensione dei chicchi, che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio, anche più grandi di una palla da tennis. Questi fenomeni devastano le produzioni».
Non bastano pochi millimetri di pioggia, intanto, a far cessare lo stato di crisi idrica.
«Un panorama rovente che alterna bufere improvvise che non risolvono il fabbisogno idrico – sottolinea il direttore di Coldiretti Venezia Giovanni Pasquali –. Le temperature sono nel nostro territorio ben oltre i 35 gradi con le falde sempre più basse, i campi arsi dove i raccolti bruciano sui terreni senz’acqua facendo esplodere i costi per le irrigazioni di soccorso per salvare le colture assetate e per l’acquisto del cibo per gli animali con i foraggi bruciati dal caldo».
L’estate è arrivata dopo una primavera che si è classificata come la sesta più calda di sempre sul pianeta a livello climatologico facendo registrare una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,85 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti diffuse per l’arrivo del solstizio d’estate ieri 21 giugno 2022 alle ore 11.14 con l’Italia sotto assedio del caldo e della siccità, sulla base della banca dati Noaa, il National Climatic Data Centre che rileva i dati dal 1880.
«In Italia la primavera è stata segnata da un aprile freddo e da un maggio bollente durante il quale la colonnina di mercurio è stata in media superiore di 1,83 gradi, collocandosi al secondo posto tra i più caldi dal 1800, secondo analisi della Coldiretti su dati Isac Cnr. A preoccupare – continua la Coldiretti Veneto – è la mancanza di precipitazioni che in Italia sono risultate in media addirittura dimezzate rispetto allo scorso anno ma con riduzioni percentuali ancora più altre nelle regioni del Nord.
Sono gli effetti dei cambiamenti climatici in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma. La tendenza al surriscaldamento è infatti accompagnata da una più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali che sconvolgono i normali cicli colturali ed impattano sul calendario di raccolta e sulle disponibilità dei prodotti che i consumatori mettono nel carrello della spesa».
A causa della siccità, intanto, nel sandonatese e portogruarese si ipotizzano perdite per oltre 10 milioni di euro. Ad annunciarlo è il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla che in questi giorni è attivo con i Consorzi per trovare una soluzione a questa ondata di calore che sta danneggiando colture e vigneti. Un problema sentito a tutti i livelli.
«Non sappiamo fino a quando i Consorzi, che bene stanno operando, riusciranno ad approvvigionarci con l’acqua – commenta Valerio Nadal presidente di Condifesa TVB e di Agrifondo Veneto-Friuli VG –. Servono strumenti innovativi per andare incontro alle richieste degli agricoltori. Nel 2023 attraverso il Fondo nazionale catastrofale potrebbe rappresentare una speranza proprio per fare in modo di avere risposte concrete per le nostre imprese messe a dura prova da un ulteriore sconvolgimento climatico caratterizzato da un caldo inaccettabile nella stagione primaverile».
Il fiume Loncon verso Belfiore è a secco così come Reghena e Lemene. Livenza e Piave ai minimi storici e le falde calano. Andrea Pegoraro presidente Coldiretti Portogruaro dà i numeri sulle perdite: «se si prosegue così per un altro mese mais e soia subiranno perdite dal 50 al 70 per cento. Pesanti ripercussioni si avranno sui vigneti e frutteti. In montagna non ci sono scorte la situazione è divenuta insostenibile».