Territorio

Agricoltura, 20 millimetri di pioggia in due mesi

16 Marzo 2022

Meno di venti millimetri in un mese, zero negli ultimi 10 giorni. I dati sulla siccità nel veneziano mettono a rischio le semine primaverili.

Tra pochi giorni dovrebbero essere messi a dimora mais (oltre 30mila gli ettari vocati nel territorio veneziano) e frumento (17.400 ettari).

L’unica soluzione, in questo momento, è ricorrere all’irrigazione artificiale, ma i canali sono secchi, non c’è acqua irrigua. Nei pochi luoghi in cui è possibile attingere, le pompe dovranno essere azionate due, tre volte al giorno: con il caro carburanti, la spesa diventa insostenibile.

«La questione è molto seria – dichiara la presidente di CIA – Agricoltori Italiani Venezia, la jesolana Federica Senno – perché l’agricoltura non può affidarsi solo alla pioggia o affrontare la questione come se fosse un’emergenza. Dobbiamo convivere con l’aumento della temperatura e con la siccità. L’anno scorso nel nostro Paese sono mancati 20 miliardi di metri cubi di acqua. Il Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici ha stimato che nel trentennio 2021-2050 le precipitazioni estive diminuiranno del 22% e quelle primaverili del 13% rispetto agli anni 1980-2010».

Fare i conti con il clima che cambia è diventato strategico per il futuro. È necessario un piano di adattamento ai cambiamenti climatici. Lo si deve fare a più livelli, comprendendo anche il patrimonio agricolo che è a rischio, così come il patrimonio di biodiversità agraria.

«Nel nostro territorio – aggiunge Senno – serve un piano invasi, soprattutto di piccole dimensioni. L’agricoltura ha bisogno di acqua, occorre poterne fare provvista quando ce n’è in abbondanza per poterne disporre quando manca. Gli interventi di tutela dell’equilibrio idrogeologico in capo ai consorzi di bonifica sono importanti, ma bisogna pensare alla quotidianità. Noi siamo pronti a fare la nostra parte: gli agricoltori conoscono il territorio e le sue esigenze: studiamo assieme le soluzioni di lungo respiro, per dare certezze al mondo agricolo».