Bruxelles: “Meno alcol e più acqua nel vino”. Rosanna Conte: “no alla dealcolazione del vino, Governo intervenga”
8 Maggio 2021Togliere l’alcol e aggiungere acqua anche nelle “denominazione di origine”, è l’ultima trovata di Bruxelles per il settore enologico già sotto attacco con la proposta di introdurre etichette allarmistiche per scoraggiarne il consumo, previste nel “Piano d’azione per migliorare la salute dei cittadini europei”. A lanciare l’allarme è Coldiretti, che ha reso noto i contenuti del documento della Presidenza del consiglio dei ministri Ue, in cui viene affrontata la pratica della dealcolazione parziale e totale dei vini. La proposta prevede di autorizzare nell’ambito delle pratiche enologiche l’eliminazione totale o parziale dell’alcol con la possibilità di aggiungere acqua. Una tegola che arriva in un momento difficile per il settore per sconta un crollo del 20% dei consumi all’estero nel 2021.
«Prima la proposta di penalizzare i vini, escludendoli dai finanziamenti Ue e etichettandoli come sostanze a rischio – tuona l’eurodeputata Rosanna Conte –, adesso, la proposta di aprire la porta a rossi, bianchi e rosati senza alcol e con l’aggiunta di acqua, anche per quelli a denominazione di origine. Siamo alla follia: se Bruxelles vuole infliggere un colpo mortale a uno dei settori più importanti del made in Italy, lo dica chiaramente. Noi ci opporremo in tutte le sedi. Lo deve fare il governo, e lo faremo noi eurodeputati al Parlamento europeo, dove questa proposta, qualora dovesse venire confermata, dovrà essere discussa e votata. I produttori di vino hanno patito fortemente la crisi in corso, e data anche l’importanza che rivestono per l’economia italiana ed europea, meritano tutto il sostegno possibile dall’Ue. E non certo colpi bassi come l’annacquamento di Doc e Igt».
L’introduzione della dealcolazione parziale e totale come nuove pratiche enologiche, secondo il presidente Coldiretti Ettore Prandini, «rappresenta un precedente pericolosissimo che metterebbe a rischio l’identità del vino italiano e europeo, anche perché la definizione naturale e legale del vino vigente in Europa prevede il divieto di aggiungere acqua». Tutto questo si inserisce in un contesto comunitario preoccupante per il settore, spiega Coldiretti, con la Commissione Ue che potrebbe eliminare addirittura il vino dai programmi di promozione dei prodotti agroalimentari magari proprio per favorire le nuove bevande annacquate.
La proposta di annacquamento va ad aggiungersi ad altre insidie da parte di Bruxelles, che ha già legalizzato l’aggiunta dello zucchero nei paesi del Nord Europa per aumentare la gradazione del vino; questo, nonostante lo zuccheraggio sia sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo, con l’Italia che ha combattuto contro un ‘trucco di cantina’ e per affermare la definizione di vino “quale prodotto interamente ottenuto dall’uva”. Ma l’Ue ha dato anche il via libera anche al vino ‘senza uva’, ovvero ottenuto dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes, pratica enologica che, spiega la Coldiretti, altera la natura stessa enologica che per tradizione è solo quello interamente ottenuto dall’uva.