Politica

Caorle, Miollo: il comune annulli tutti i tributi e dia respiro agli operatori

24 Aprile 2020

«Sono passati circa due mesi dall’inizio della crisi dovuta al coronavirus e fino ad oggi a Caorle è stato fatto poco o nulla. Solo adesso l’amministrazione comunale si è mossa in qualche modo ma è sempre poco e, soprattutto, è assolutamente sconcertante il fatto che il Sindaco con la sua giunta non abbiano voluto né coinvolgere anche l’opposizione né tantomeno convocare, seppur in video conferenza, un consiglio comunale. Di questo se ne parlerà, probabilmente, verso metà o fine maggio, e intanto il turismo sta languendo, gli operatori sono preoccupati se non disperati, con prospettive del tutto negative Devo poi dire che i cittadini di Caorle si sono comportati bene nel gestire le decisioni imposte dal governo, mentre il pensiero va alle famiglie di coloro che sono stati interessati dal coronavirus, rivolgendo le nostre espressioni di cordoglio ai familiari di Jacopo Tonero che per molti anni ha svolto la funzione di responsabile informatico al Comune di Caorle».

 

Così Carlo Miollo, capogruppo dell’omonima lista civica “Miollo Sindaco”, ha commentato il senso dell’interrogazione che assieme ai colleghi del suo gruppo, Luca Antelmo e Rosanna Conte, ha depositato giovedì mattina avente come oggetto “Interventi per emergenza coronavirus: disposizioni comunali”.

Con tale atto i tre consiglieri chiedono al Presidente del Consiglio Comunale e al Sindaco tre punti essenziali: che tutti i tributi ovvero le tasse competenti al Comune, ivi compresa l’IMU, relativamente alla quota parte riservata al Comune, vengano ridotte al minimo se non completamente annullate per quest’anno e posticipate “de facto” al 2021; che la Tassa di Soggiorno non venga riscossa dall’Ente e sia lasciata nelle mani degli operatori turistici che, oltre a vedersi dimezzata (se andrà bene) la clientela, dovranno necessariamente affrontare maggiori costi per fronteggiare le misure di prevenzione e gli apprestamenti indotti dalle circostanze (sanificazione dei locali nuova disposizione degli spazi etc..); che, per far fronte a questa auspicabile decisione di rinviare almeno di un anno tutti i pagamenti, si predisponga una specifica variante di bilancio verificando tutte le somme già predefinite a titolo di contributo o di spese dirette per opere pubbliche non strettamente necessarie e per le manifestazioni di vario genere che si sarebbero dovute tenere durante l’estate o, comunque, nel corso dell’anno attuale, e inserendo tali somme in un apposito fondo di emergenza per il Covid-19 necessario per sostenere in questo particolare momento tutte le attività che si troveranno inevitabilmente in crisi; le stesse somme, qualora non dovessero venir utilizzate, in tutto o in parte, verrebbero ridestinate per ciò che era previsto in bilancio. Si chiede infine che per quanto riguarda la destinazione della somma di Euro 75.213,46 ricevuta dal Governo e destinata all’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità per i nuclei familiari più esposti agli effetti economici dell’emergenza da Covid-19 si tengano effettivamente ben saldi i parametri stabiliti, «fermo restando – scrivono – che si intende chiedere da parte nostra di essere messi a conoscenza, naturalmente nelle forme di riservatezza opportune e necessarie, di come tale somma verrà realmente gestita».

 

Fonte: comunicato stampa