Jesolo, all’ospedale una risonanza magnetica mobile
25 Luglio 2026Medplan Italia ha messo a disposizione all’ospedale di Jesolo una risonanza magnetica mobile da 1,5 Tesla, installata su semirimorchio e progettata per supportare l’attività diagnostica del territorio.
L’unità mobile è integrata nell’organizzazione del Dipartimento di Radiologia e Diagnostica per Immagini dell’Usl 4 e contribuisce, in particolare, all’esecuzione di esami muscolo-scheletrici, con l’obiettivo di potenziare la capacità diagnostica e favorire l’abbattimento delle liste d’attesa.
La soluzione messa a disposizione da Medplan Italia è già predisposta per l’integrazione operativa con i sistemi informativi della struttura e con i flussi digitali di acquisizione, archiviazione e gestione delle immagini diagnostiche.
L’arrivo della Risonanza Magnetica mobile assume particolare rilievo in un territorio come Jesolo, che durante la stagione estiva registra una forte crescita della popolazione presente per effetto dei flussi turistici, con un carico potenziale significativo anche sui servizi sanitari territoriali.
“Per Medplan Italia è motivo di grande orgoglio supportare l’Usl 4 Veneto Orientale e l’ospedale di Jesolo con una tecnologia diagnostica mobile di alto livello,” dichiara Patrik Di Saverio, amministratore di Medplan Italia. “Jesolo è una località meravigliosa, centrale per il turismo veneto e italiano. In un contesto così dinamico, dove la popolazione presente aumenta in modo importante durante l’estate, poter disporre di una risonanza magnetica mobile da 1,5 Tesla significa offrire al territorio uno strumento concreto per aumentare la capacità diagnostica, ridurre i tempi di attesa e garantire continuità ai percorsi di cura.”
L’iniziativa conferma il ruolo sempre più strategico delle unità mobili TAC e RM. Non si tratta più soltanto di soluzioni temporanee per sostituire apparecchiature durante lavori infrastrutturali o interventi legati al PNRR, ma di strumenti flessibili e immediatamente operativi per rispondere a fabbisogni reali: liste d’attesa, picchi stagionali, carenze temporanee di capacità diagnostica, necessità di prossimità territoriale e continuità assistenziale.